Ieri a Volpedo, con la visita e l’intervento diretto del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ha preso ufficialmente il via il percorso per candidare “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza a patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO. Nel corso dell’incontro sul territorio, l’amministrazione regionale e le realtà locali hanno tracciato la rotta per proteggere e valorizzare a livello internazionale non solo il celebre dipinto, ma l’intero messaggio di dignità del lavoro, partecipazione civile e progresso sociale che esso rappresenta.
I protagonisti del tavolo di lavoro
Il progetto di candidatura ha mosso i primi passi durante un vertice operativo svoltosi proprio nel paese natale del pittore. Ad accompagnare il presidente Cirio c’era l’assessore regionale agli Enti locali, Enrico Bussalino. Il tavolo di lavoro ha visto la partecipazione corale e compatta di tutte le principali istituzioni e realtà culturali del territorio:
- Elisa Giardini, sindaco di Volpedo.
- Luigi Benzi, presidente della Provincia di Alessandria.
- Pier Luigi Rognoni, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.
- Manuela Bonadeo, presidente dell’associazione Pellizza da Volpedo, insieme a Stefano Barbieri e Marco Balossino.
Le dichiarazioni della Regione: un simbolo universale
Il governatore Alberto Cirio ha voluto sottolineare l’importanza storica e morale dell’iniziativa, definendo il capolavoro un simbolo universale:
«È un’opera che appartiene alla storia del Piemonte ma che ha saputo parlare al mondo intero. Per questo, intendiamo avviare un percorso per proteggere il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, il suo messaggio, la sua storia e farlo diventare un patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO».
Il presidente ha poi delineato i prossimi passi operativi: «Lavoreremo già nelle prossime settimane per capire in quale filone inserire la candidatura, certi che davvero il Quarto Stato, con quello che rappresenta, sia un vero, concreto, chiaro e forte patrimonio dell’umanità».
A fargli eco sono stati l’assessore alla Cultura, Marina Chiarelli, e gli assessori del territorio Enrico Bussalino e Federico Riboldi, che hanno inquadrato l’operazione all’interno di una strategia più ampia: «Si tratta di un progetto che unisce cultura, identità e valorizzazione del territorio. Il Quarto Stato è una delle opere più conosciute dell’arte italiana e racchiude valori universali che ancora oggi parlano alle nuove generazioni. Vogliamo costruire un percorso condiviso che coinvolga il territorio, le istituzioni culturali e tutti i soggetti interessati, affinché questo straordinario patrimonio possa ottenere il riconoscimento che merita a livello internazionale».
L’orgoglio della Provincia e del Comune di Volpedo
Per gli enti locali si tratta di un’occasione di promozione turistica e identitaria senza precedenti. Il presidente della Provincia, Luigi Benzi, ha garantito il massimo supporto dell’ente:
«Il Quarto Stato da oltre un secolo porta il nome di Volpedo e della provincia di Alessandria nel mondo. La Provincia di Alessandria è pronta a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte per sostenere un percorso che può rafforzare ulteriormente il prestigio internazionale di un’opera che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella nostra comunità, ma che continua a trasmettere valori universali capaci di parlare all’umanità intera».
Grande emozione, infine, nelle parole del sindaco di Volpedo, Elisa Giardini, che ha ricordato come questo traguardo sia il frutto di un lavoro iniziato decenni fa: «Per la comunità di Volpedo questa candidatura rappresenta un motivo di grande orgoglio e il riconoscimento di un percorso di valorizzazione che affonda le proprie radici in decenni di impegno». Il primo cittadino ha voluto ricordare le origini di questo percorso: «Ricordo quanto costruito dal Comune di Volpedo a partire dal 1966, quando Maria e Nerina Pellizza donarono lo Studio del pittore affinché diventasse un museo aperto alla collettività. Da quel gesto di straordinaria generosità è nato un lungo lavoro di tutela e promozione che ha dimostrato la forza attrattiva e il valore universale di quest’opera. Il Quarto Stato non è soltanto un capolavoro dell’arte italiana, ma parte integrante dell’identità della nostra comunità».




