Il Museo etnografico “C’era una volta” della Gambarina, situato in piazza della Gambarina 1 ad Alessandria, si prepara a inaugurare un percorso espositivo originale e profondo. Sabato 13 giugno 2026, alle ore 17:00, aprirà al pubblico la mostra “La storia dell’uomo in 24 ore. Cibo, movimento e biologia: 300.000 anni di evoluzione umana”, un progetto che invita a riflettere sui grandi cambiamenti che hanno segnato il nostro modo di vivere.
Un percorso tra storia e trasformazione
L’iniziativa, ideata e realizzata da Davide Scapin, personal trainer e titolare de Il Fitness a casa tua, in collaborazione con il Museo, propone un viaggio attraverso oggetti legati all’alimentazione umana. Attraverso un ciclo visivo che riassume in ventiquattro ore ideali ben 300.000 anni di storia, il percorso mette a confronto la vita del contadino alessandrino con la sedentarietà che caratterizza la nostra epoca moderna.
L’obiettivo dell’esposizione è analizzare l’evoluzione del rapporto tra essere umano, cibo, movimento e ambiente, ponendo l’accento sulla progressiva riduzione dell’attività fisica quotidiana e sul profondo cambiamento nelle abitudini alimentari.
L’eredità di Angela Ricci e la tradizione della Gambarina
Alcuni passaggi del percorso espositivo traggono ispirazione dai lavori di ricerca di Angela Ricci, nota come la “maestra antropologa”. Grazie ai suoi studi pluriennali, gli oggetti della tradizione non vengono presentati come semplici reperti statici, ma come testimonianze vive della storia quotidiana.
In linea con la missione del Museo etnografico, la mostra collega le testimonianze materiali del passato alle vicende concrete di donne e uomini, raccontando le fatiche del lavoro, i gesti quotidiani, i ritmi della vita familiare e le consuetudini alimentari che hanno forgiato le nostre comunità.
L’inaugurazione e lo “speaking” di Davide Scapin
L’inaugurazione, prevista per sabato 13 giugno alle ore 17:00, vedrà la partecipazione del curatore Davide Scapin. Al momento di apertura seguirà uno speaking dello stesso Scapin, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del progetto, approfondendo il legame inscindibile tra evoluzione biologica, nutrizione, attività fisica e benessere.
La mostra si offre come un’occasione di riflessione semplice ma quanto mai attuale: comprendere la storia dell’alimentazione e del movimento è, infatti, la chiave per interpretare con maggiore consapevolezza il nostro presente.





