La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventisettenne italiano, ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata compiuta lo scorso marzo ad Alessandria ai danni di una cittadina cinese. L’uomo, presentatosi nell’abitazione della vittima fingendosi un cliente, ha aggredito la donna colpendola ripetutamente e ferendola con un coltello per farsi consegnare valori e denaro, sottraendole due telefoni cellulari prima di allontanarsi. Le articolate indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura hanno consentito di identificare l’autore, già ai domiciliari con permessi per precedenti reati, la cui posizione si era già aggravata durante le perquisizioni con la scoperta di un ingente carico di droga.

L’aggressione nell’abitazione e il ferimento

L’episodio contestato risale allo scorso mese di marzo e si è consumato all’interno di un alloggio cittadino:

  • l’uomo si è introdotto nell’appartamento presentandosi inizialmente come un normale cliente della donna;
  • una volta all’interno, il ventisettenne ha aggredito la vittima con estrema violenza;
  • la donna è stata percossa e ferita con una lama nel tentativo di costringerla a cedere tutti i beni e il denaro custoditi in casa;
  • l’aggressore si è infine impossessato di due telefoni cellulari e di denaro contante prima di darsi alla fuga.

Le indagini della Squadra Mobile e la svolta investigativa

Gli accertamenti avviati nell’immediatezza dai poliziotti della Questura di Alessandria hanno consentito di stringere rapidamente il cerchio attorno al responsabile:

  • identificazione del presunto autore in un ventisettenne italiano con precedenti specifici;
  • l’uomo risultava già sottoposto al regime della detenzione domiciliare, pur con la facoltà di allontanarsi per alcune ore al giorno dalla propria abitazione;
  • esecuzione di una perquisizione domiciliare delegata dalla Procura della Repubblica di Alessandria alla ricerca di ulteriori elementi di prova;
  • rinvenimento e sequestro nell’abitazione dell’indagato di circa 11 chilogrammi di hashish, circostanza che aveva fatto scattare già in quella fase l’arresto in flagranza;
  • notifica ed esecuzione del provvedimento di custodia cautelare in carcere per la rapina aggravata, fermo restando il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato.