Diano Marina dice addio a Enrico Damonte, stimato maestro del ferro battuto e ingegnoso creatore, scomparso all’età di 92 anni nella giornata di domenica 11 ottobre. Figura elegante, distinta e ricordata dall’intera comunità per il suo straordinario talento manuale e per la profonda dedizione alla famiglia, Damonte ha lasciato una traccia indelebile nel territorio anche grazie a intuizioni pionieristiche legate alla tradizione agricola locale, a partire dall’invenzione della celebre chitarra per pulire le olive. A tratteggiarne con commozione la bellezza d’animo, la rettitudine morale e la luminosa genialità è la nipote, la blogger trentasettenne Giulia Quaranta Provenzano, custode del ricordo di una vita intera spesa tra passione, ingegno e generosità.
Dalla giovinezza a Diano Marina alle rinunce per la famiglia
La vita di Enrico Damonte affonda le radici nella storia del Ponente ligure e nei valori del sacrificio personale:
- nascita a Diano Marina il 18 maggio 1934 all’interno di una famiglia originaria, per ramo materno, di Arenzano;
- secondo di cinque figli, cresciuto affrontando le privazioni e i drammi del secondo conflitto mondiale;
- un talento manuale precoce manifestato fin da bambino, quando realizzò una piccola pistola giocattolo in legno scolpita con tale abilità da essere scambiata per un’arma autentica da un soldato tedesco;
- la dolorosa ma generosa rinuncia alla passione giovanile di navigare e di imbarcarsi sull’Amerigo Vespucci, scelta presa per rimanere accanto alla propria famiglia a causa della sopraggiunta sordità del padre.
L’arte del ferro battuto e l’invenzione per le olive
Più che un semplice fabbro, Enrico Damonte è stato un vero e proprio artista della materia, unendo sensibilità estetica a una precisione millimetrica:
- rinomato per l’eleganza innata, i modi distinti e una straordinaria beltà con occhi grigio-verdi, unita a un profondo amore per l’opera lirica e per il balletto;
- abilità artigianale caratterizzata da mani d’acciaio capaci di una cura chirurgica nel plasmare il ferro battuto, divenuto la sua inconfondibile firma;
- mente inventiva al servizio delle esigenze pratiche del Ponente, culminata nell’ideazione e fabbricazione della chitarra per pulire le olive, una macchina defogliatrice azionata tramite il motore di una lavatrice.
La toccante testimonianza della nipote Giulia
A rendergli un tributo colmo d’affetto è la nipote Giulia Quaranta Provenzano, che ne evidenzia la statura morale e la tempra incrollabile:
«Nonno era tutto ciò che si può desiderare! Era davvero geniale e bello che di più non si può, così tanto bravo da non sembrare neanche umano …non l’ho mai sentito dire una sola parole poco generosa contro qualcuno. Era e sarà sempre il mio Esempio più brillante e tenace di bontà e di volontà senza confini e limite alcuno se non la propria determinazione – la sua era inarrestabile e non per nulla ha vinto ogni pronostico a suo sfavore grazie a un’intraprendenza e testardaggine da guinness».
Nel condividere il peso della perdita ricordando che il dolore è il prezzo dell’amore più genuino e prezioso, la nipote affida al nonno il suo intimo saluto terreno:
«Ciao nonnino adorato, aspettami con la nonna Maria! Quando ci riabbracceremo finalmente sarà per sempre (spero) …Vi voglio tantissimo bene, da qui alle stelle».





