Alcuni organi di informazione lo hanno dipinto come un violento facendo intendere che non si interessasse della figlia, altri sono arrivati addirittura a far intendere che se Alessandra Lucia ha fatto quell’orribile fine, accoltellata a quanto sembra dalla mamma, la colpa era addirittura sua.
In realtà il tortonese Luigi Generale, 56 anni, papà di Alessandra amava moltissimo la figlia ed è distrutto dal dolore.
Sul triste fatto di cronaca, che vede protagonista la 36enne Victoria Timofeeva, di nazionalità russa, su cui pende la pesante accusa di omicidio per aver accoltellato la figlia di tre anni, si è detto e scritto tutto in questi giorni, ma la figura che emerge del padre, è ben diversa da quella che è in realtà. Luigi Generale si interessava della figlia e la amava. La separazione da Victoria maturata dopo una lite e una denuncia nei suoi suoi confronti ma non è mai stato riconsciuto colpevole di maltrattamenti. Lo attestano in un nota, gli avvocati Lorenzo e Massimo Bianchi.
“Nell’ unico procedimento per lesioni il Pubblico Ministero ha ritenuto che il fatto non avesse rilevanza penale, chiedendo l’archiviazione, nel febbraio 2025 – scrivono i legali – e nei confronti del padre non è mai stato preso alcun provvedimento che impedisse di vedere e frequentare la figlia e non è mai stato disposto l’affidamento esclusivo alla madre.”
Luigi provvedeva da tempo, nei limiti delle proprie possibilità, a pagare spese relative alla figlia (canone della casa, mensa, asilo), occupandosi altresì degli incombenti amministrativi relativi alla bambina che vedeva regolarmente. Purtroppo dal luglio scorso, secondo quanto emerso, la mamma, per motivi non meglio precisati, ha iniziato a non far più vedere la figlia al padre e così Luigi, per far valere i suoi diritti, ha dovuto ricorrere alla Giustizia, che alla fine gli ha dato ragione.
A chiarire cosa sia accaduto all’udienza di Giovedì scorso, 22 otto, poche ore prima della morte della piccola sono gli stessi avvocati “udienza del giorno 22 ottobre. “Si è trattato di un’udienza di comparizione personale delle parti scrivono Lorenzo e Massimo Bianchi – con un ordinario contraddittorio tra le stesse, il cui esito è consistito in un provvedimento che prevedeva l’affidamento condiviso della minore, la riattivazione immediata degli incontri col padre, nonché una consulenza tecnica sulle capacità genitoriali chiesta da entrambe le parti.”
E’ stata questa la causa scatenante che, secondo quanto emergerebbe, a portare Victoria ad accoltellare la piccola fino ad ucciderla? Per impedire che il padre la vedesse, come quelle persone che pur di non darla vinta ad altri si privano anche loro di qualcosa? Sarà l’esito delle indagini e la Giustizia ad accertarlo, ma nel frattempo c’é sconvolto e addolorato per l’accaduto, messo ingiustamente alla gogna da chi, frettolosamente, ha avanzato delle ipotesi, dipingendo un contesto avulso e fuori dalla realtà, senza alcun rispetto che il grande dolore che Luigi sta provando per aver perso una figlia.
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