A Tortona cresce il malcontento cittadino per la gestione dei rifiuti urbani, sfociato nella creazione della pagina Facebook “Mannaggia Tortona” (https://www.facebook.com/profile.php?id=61590653565455), capace di aggregare oltre seicento follower in soli quattro mesi dalla sua apertura in sordina lo scorso 18 giugno. L’iniziativa social documenta quotidianamente l’abbandono indiscriminato di immondizia e il degrado cittadino, sollevando seri interrogativi sull’effettiva efficacia del sistema di raccolta e delle tariffe a svuotamento applicate da Gestione Ambiente. Un mix di ironia e denuncia sociale che mette a nudo le criticità di un servizio che, secondo un numero sempre maggiore di residenti, necessita di una profonda revisione.

Il simbolo della protesta: le lacrime di Don Orione e la bellezza violata

La pagina, raggiungibile all’indirizzo https://www.facebook.com/profile.php?id=61590653565455, ha scelto un’iconografia dal forte impatto emotivo per veicolare il proprio messaggio. L’emblema del profilo è infatti l’immagine di Don Luigi Orione in lacrime, addolorato nel vedere la sua città “invasa” dalla spazzatura e segnata dalla presenza di persone costrette a vivere all’addiaccio, come testimoniato dai numerosi scatti pubblicati.

A questo triste scenario si contrappone provocatoriamente una splendida fotografia di Piazza Duomo al tramonto, con la Cattedrale in primo piano: un’immagine iconica inserita appositamente per ricordare quanto sia bella la città, quotidianamente deturpata dall’abbandono incontrollato di sacchetti e ingombranti.

Le criticità del sistema: i dubbi dei cittadini su Gestione Ambiente

Se da un lato la pagina social strappa un sorriso amaro grazie alla sua vena ironica, dall’altro lancia un allarme su una situazione divenuta insostenibile. Il dito è puntato contro l’attuale sistema di smaltimento gestito da Gestione Ambiente. Tra i principali nodi critici sollevati dai cittadini emergono:

  • La tariffazione a svuotamento: il sistema di pagamento basato sul numero di esposizioni dei bidoni spinge molti utenti, per il timore di pagare bollette più salate, ad abbandonare illegalmente i propri rifiuti nei cestini stradali o ai bordi delle vie.
  • I costi extra per i condomini: il posizionamento dei cassonetti all’interno delle aree condominiali costringe i residenti a stipulare contratti onerosi con apposite cooperative private per provvedere allo spostamento dei bidoni in strada nei giorni di raccolta, aggravando i costi complessivi a carico delle famiglie.
  • L’efficacia delle contromisure: le recenti azioni di sensibilizzazione avviate da Gestione Ambiente vengono ritenute insufficienti dai cittadini, che chiedono all’azienda di occuparsi in maniera più incisiva della raccolta fisica sul territorio e di interrogarsi a fondo sulle falle dell’attuale organizzazione.

Un esempio? Il caso di Diano Marina

A Diano Marina, ad esempio i cassonetti sono ancora posizionati lungo le strade ma con un sistema di controllo a scheda elettronica che consente una raccolta mirata e impedisce l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Inoltre se qualcuno ha dei rifiuti ingombranti, vengono direttamente a ritirarli a domicilio nell’arco di 48 ore, anche il sabato e persino la vigilia di Natale. La percentuale di raccolta differenziata raggiunta è del 65% circa e i costi sono più o meno come quelli di Tortona, con bollette proporzionalmente uguali, ma lì almeno i condomini non devono pagare cooperative.

Di fronte a queste problematiche strutturali, la domanda che serpeggia tra i tortonesi è se questo modello logistico e tariffario sia davvero funzionante. La protesta virtuale chiede ora risposte reali per riportare il decoro tra le strade della città.

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