Un filo diretto che unisce il Santuario della Madonna della Guardia di Tortona al cuore della Santa Sede. In occasione del solenne Pontificale dello scorso 29 agosto celebrato nella città orionina, il canonista e docente di Castelnuovo Scrivia Roberto Carlo Delconte ha incontrato il Cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore dal 2024. Da quell’incontro tortonese è scaturita un’approfondita intervista, pubblicata sul magazine internazionale Meer, nella quale l’alto prelato svela i compiti della Penitenzieria Apostolica – definita il “Tribunale della Misericordia” –, il valore intimo del sacramento della Riconciliazione, il tema delle indulgenze e la profonda dimensione spirituale della Chiesa.
Dall’incontro a Tortona al servizio della Santa Sede
L’origine del colloquio affonda le sue radici proprio nella visita pastorale compiuta dal porporato nel Tortonese:
- la presenza del cardinale a Tortona il 29 agosto scorso in occasione della solenne concelebrazione mariana al Santuario della Madonna della Guardia, dove è custodito il corpo di San Luigi Orione;
- l’incontro con l’autore dell’intervista, Roberto Carlo Delconte, residente a Castelnuovo Scrivia, giurista, canonista, pubblicista e collaboratore con le cattedre di Diritto canonico, Diritto ecclesiastico ed Etica della comunicazione dell’Università di Pavia;
- una testimonianza che ha visto anche la collaborazione del segretario particolare, monsignor Pablo Castiglia;
- il profilo dell’intervistato: nato a Casarano (Lecce) nel 1954, vescovo dal 2015 e creato cardinale da Papa Francesco nel 2018 con il Titolo di San Marco; già Vescovo ausiliare e Vicario generale per la diocesi di Roma (dal 2017 al 2024), Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università LUMSA e Cardinale presidente dell’Almo Collegio Capranica.
La Penitenzieria Apostolica: il “Tribunale della Misericordia”
Al centro del confronto vi è la natura unica del dicastero vaticano presieduto dal Cardinale De Donatis, competente per il foro interno:
«La Penitenzieria Apostolica è uno dei tre Tribunali della Santa Sede, ma ha una fisionomia del tutto particolare. La sua competenza riguarda il foro interno, cioè quell’ambito intimo e personale nel quale il fedele si pone davanti a Dio, soprattutto nel sacramento della Riconciliazione e nel rapporto con la propria coscienza. Per questo è stata felicemente definita il “Tribunale della Misericordia”: non giudica per condannare, ma interviene per rimettere, dispensare, sanare e riconciliare».
Una realtà che mette in luce la dimensione invisibile della Chiesa:
«L’invisibile non rende meno reale ciò che accade; al contrario, ne costituisce la dimensione più profonda. Nel foro interno la Chiesa esercita una vera potestà, ma lo fa al servizio della riconciliazione e della salvezza».
La confessione e il ruolo del sacerdote
L’intervista affronta l’alta mediazione umana richiesta al ministro nel sacramento della Riconciliazione:
«Il penitente non incontra un rito impersonale: parla, racconta la propria vita, manifesta ferite, fragilità e peccati a un altro uomo, che è chiamato ad ascoltare, discernere, consigliare e infine pronunciare l’assoluzione in nome di Cristo e della Chiesa. Proprio per questo il confessore deve essere molto consapevole del proprio limite. Non è il padrone della coscienza del penitente e non è il protagonista del sacramento. Deve essere padre, medico, maestro e giudice nel senso evangelico di questi termini, ma soprattutto deve lasciar trasparire la misericordia di Dio».
Per sostenere questo ministero, la Penitenzieria organizza annualmente il Corso sul Foro Interno rivolto ai sacerdoti e ai candidati all’ordinazione, affiancato da seminari pastorali aperti a un pubblico più ampio.
Verità, indulgenze e i santi di riferimento
Nel dialogo emergono le grandi questioni pastorali e i modelli spirituali che guidano l’opera del Penitenziere Maggiore:
- Verità e carità: «In Dio, verità e misericordia non sono mai in opposizione. La misericordia non consiste nel nascondere la verità e la verità cristiana non può essere annunciata senza carità. La chiarezza senza misericordia rischia di ferire; una misericordia senza verità rischia di diventare superficiale»;
- Il senso delle indulgenze: uno strumento che «manifesta la sovrabbondanza della misericordia di Dio e, insieme, la comunione dei santi», guarendo le conseguenze che il peccato lascia nella persona e nelle relazioni;
- Celerità per la salvezza delle anime: l’azione tempestiva del tribunale «non nasce anzitutto da un criterio aziendale di efficienza», poiché la tradizione canonica ricorda che «la salvezza delle anime è la legge suprema della Chiesa»;
- I santi protettori: figure di riferimento spirituale come san Charles de Foucauld, santa Teresa di Gesù Bambino e san Francesco d’Assisi, oltre ai grandi apostoli del confessionale san Pio da Pietrelcina e san Leopoldo Mandić.





