Un’esperienza formativa immersa nella natura incontaminata per inaugurare al meglio il nuovo anno scolastico: gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Guglielmo Marconi” di Tortona sono stati protagonisti di una “due giorni” di trekking nel suggestivo scenario del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand, in alta Val di Susa. L’uscita, svoltasi il 15 e 16 ottobre nell’ambito del “Progetto ERMES”, è stata promossa all’interno del piano di attività sportive e di educazione alla salute dell’istituto per l’anno scolastico 2026/2027 in stretta sinergia con la sezione locale del Club Alpino Italiano. L’iniziativa ha unito la pratica sportiva all’aria aperta alla conoscenza del patrimonio ambientale alpino, favorendo nei ragazzi lo sviluppo dell’autonomia personale, della cooperazione e dello spirito di gruppo.

La salita lungo la GTA e la notte al Rifugio Arlaud

Il viaggio ha preso il via nella mattinata del primo giorno con l’arrivo dei partecipanti e dei docenti accompagnatori alla stazione ferroviaria di Salbertrand alle ore 10:30. Da quel punto è iniziata l’escursione a piedi verso la quota:

  • una camminata di circa tre ore intervallata da brevi soste per rifocillarsi, transitando per la località Pinea lungo il tracciato della Grande Traversata delle Alpi (GTA);
  • l’arrivo al Rifugio Daniele Arlaud, posizionato a 1.770 metri di altitudine, base logistica per il pernottamento della comitiva;
  • l’osservazione diretta del patrimonio montano durante la salita attraverso le fitte pinete e i boschi tipici delle valli alpine.

Storia mineraria, architettura alpina e biodiversità

Lungo i sentieri l’esperienza escursionistica si è intrecciata a momenti di approfondimento storico, culturale e naturalistico:

  • la visita ai resti delle antiche attività estrattive locali e all’ingresso di una miniera di pirite, testimonianze dell’archeologia del lavoro del territorio montano;
  • lo studio dell’architettura tradizionale, con particolare attenzione alle abitazioni montane coperte dalle “lose”, le sottili lastre in pietra ricavate dallo spacco naturale della roccia ideali per resistere al gelo invernale;
  • l’approfondimento scientifico guidato dagli istruttori sulla biodiversità e sulla processionaria, con l’avvistamento di un nido adeso a un albero: un lepidottero pericoloso per la salute delle pinete e urticante per persone e animali, oggetto di specifici piani di controllo e prevenzione ministeriali.

La seconda tappa verso il Lago della Ghiaccia e il rientro

La seconda giornata ha visto il gruppo ripartire dal rifugio verso la borgata di Monfol per poi fare tappa al Lago della Ghiaccia, specchio d’acqua che in passato ha rivestito un ruolo strategico per l’economia montana, prima di completare il circuito ad anello tornando a Pinea e alla stazione ferroviaria di Salbertrand.

A raccontare il valore formativo dell’esperienza sono state le studentesse Aurora Calabrese (classe 4ª AR dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing) e Matilda Protto (classe 4ª BS del Liceo delle Scienze Applicate): «Camminare per diverse ore ha richiesto impegno fisico, attenzione e rispetto dei tempi del gruppo e coordinamento tra i partecipanti. Abbiamo avuto l’occasione di trascorrere due bellissime giornate in un contesto naturale magnifico, di conoscere meglio l’ambiente e le tradizioni alpine, soffermarci su dettagli che la distrazione degli impegni quotidiani normalmente ci impedisce di notare. Inoltre, camminare insieme e trascorrere una notte in rifugio ci ha permesso di mettere alla prova le nostre capacità personali e di relazione, facendo amicizia con i compagni di altre classi e rafforzando la fiducia ed il rapporto con i nostri accompagnatori».

Un sentito ringraziamento da parte degli allievi è stato infine rivolto ai docenti che hanno coordinato e guidato l’uscita in quota: i professori Fanzio, Ormelli e Ruvolato