Gli operatori della Squadra Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Casale Monferrato hanno denunciato in stato di libertà un uomo per falsità materiale commessa da privato, dopo aver scoperto che circolava con una carta d’identità elettronica manomessa e privata del microchip. L’accertamento è scattato nei giorni scorsi durante i consueti servizi di controllo del territorio, mentre il soggetto si trovava a piedi insieme ad altre due persone. Nonostante l’uomo abbia tentato di giustificare l’anomalia parlando di un deterioramento accidentale, l’asportazione del dispositivo di autenticazione era stata eseguita con una precisione chirurgica, portando al sequestro immediato del documento e ai rilievi fotodattiloscopici.

Il controllo in strada e la rimozione chirurgica del chip

L’intervento è maturato durante il pattugliamento ordinario delle vie cittadine, quando la pattuglia del Commissariato ha deciso di procedere all’identificazione di tre persone che stavano camminando a piedi. Al momento della verifica documentale, l’attenzione dei poliziotti si è concentrata sulla carta d’identità di uno dei soggetti:

  • il documento risultava completamente privo del microchip, componente fisico integrato indispensabile per garantire le funzioni di riconoscimento e l’autenticazione digitale del titolare;
  • la giustificazione fornita dall’uomo, che ha addotto un presunto danneggiamento fortuito e involontario, è stata prontamente smentita dall’ispezione visiva;
  • gli agenti hanno riscontrato un’asportazione millimetrica e chirurgica del componente elettronico, segno inequivocabile di una manomissione deliberata e volontaria della tessera.

La denuncia, il sequestro e i rischi legati alle frodi digitali

Di fronte all’evidenza dell’alterazione, per l’uomo – già gravato da diversi precedenti – sono scattate le procedure di rito presso gli uffici di polizia:

  • l’accompagnamento in Commissariato per essere sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici;
  • il sequestro probatorio della carta d’identità manomessa;
  • la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di falsità materiale commessa da privato, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Tra le principali motivazioni alla base di simili alterazioni figura il reimpiego illecito dei componenti elettronici, spesso utilizzati per fabbricare documenti contraffatti o per cercare di aggirare i controlli dei sistemi di sicurezza digitale, sebbene al momento sul territorio di Casale Monferrato non siano stati registrati episodi analoghi.

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