Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 tornano le Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Anche la città di Tortona aderisce all’iniziativa con due appuntamenti, il primo dei quali dedicato allo studio scientifico e tecnologico delle opere d’arte. L’evento inaugurale, intitolato “Oltre la Pennellata: Scienza e tecnica in Pellizza”, si terrà sabato 26 settembre alle ore 17:00 presso la sala conferenze della Biblioteca Civica.

Il tema dell’edizione 2026

Il filo conduttore scelto a livello europeo per quest’anno è “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Si tratta di un invito a riflettere sulle nuove modalità attraverso cui i beni culturali possono essere studiati, conservati e valorizzati, facendo leva in particolar modo sull’innovazione scientifica e tecnologica. In piena sinergia con questo spirito, e grazie alla collaborazione delle realtà culturali del territorio, il primo incontro tortonese esplorerà l’affascinante connubio tra chimica e pittura, sotto la conduzione della professoressa Nadia Semino.

Le protagoniste e il successo internazionale

Al centro dell’evento ci saranno tre giovani eccellenze locali: Katerina Basso, Giada Censi e Cristina Zamboni. Le studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marconi”, guidate dalla stessa professoressa Semino, racconteranno il percorso che le ha portate a raggiungere importanti traguardi accademici e internazionali:

  • La premiazione a Milano durante la 38ª edizione del concorso “I giovani e le scienze”, promosso dalla FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche).
  • La partecipazione a Pechino, dal 23 al 31 luglio, in rappresentanza dell’Italia all’International Exhibition for Young Inventors (IEYI 2026).
  • La prestigiosa Menzione d’Onore ricevuta dalla giuria scientifica internazionale in terra asiatica.

La ricerca sul dipinto “Membra stanche”

Il progetto vincente presentato dalle giovani ricercatrici riguarda un innovativo sistema di diagnostica chimica applicato al dipinto “Membra stanche” di Giuseppe Pellizza. Il lavoro di ricerca si è incentrato sull’analisi e sulla diagnostica non invasiva dell’opera, impiegando tecniche all’avanguardia (come FORS, XRF e riflettografia IR). Queste tecnologie permettono di approfondire la conoscenza dei materiali e delle tecniche utilizzate dall’artista senza dover intervenire direttamente sulla superficie del dipinto.

Lo studio scientifico è stato reso possibile da una virtuosa rete di collaborazioni avviata dall’Istituto Marconi con importanti realtà del settore della conservazione e della ricerca:

  • L’Università del Piemonte Orientale, che ha garantito il tutoraggio universitario attraverso il professor Aceto.
  • La Fondazione Cerruti di Rivoli, presso la quale il prezioso dipinto di Pellizza è attualmente conservato.
  • Lo Studio Gabbantichità di Tortona, che ha offerto la propria supervisione durante l’esecuzione pratica delle analisi sull’opera.