A San Bartolomeo al Mare è in corso una vasta e mirata operazione della Polizia Locale per contrastare l’abusivismo nel settore delle locazioni brevi turistiche. Per garantire trasparenza e legalità durante la stagione estiva, il personale del comando ha intensificato gli accertamenti, incrociando i dati del web con i registri ufficiali e sanzionando diverse strutture non a norma.
L’indagine tra internet e sopralluoghi
L’attività investigativa, coordinata dal comandante Alessandro Viola, si concentra costantemente sia sugli alloggi gestiti in forma imprenditoriale, sia sui numerosi appartamenti ammobiliati affittati ai turisti. Gli agenti non si limitano ai classici sopralluoghi sul campo. L’operazione parte infatti da un’attenta e approfondita analisi preliminare su internet: incrociando i dati presenti sulle principali piattaforme di prenotazione online con i registri anagrafici e tributari, è stato possibile far emergere svariate posizioni irregolari e strutture mai dichiarate.
Le sanzioni e l’attenzione per l’uso residenziale
Particolare attenzione è stata rivolta a quegli immobili che, nel corso degli ultimi anni, sono stati progressivamente sottratti all’uso residenziale ordinario per essere trasformati in case per le vacanze. Il bilancio di questa stretta sui controlli ha portato all’emissione di diverse sanzioni amministrative a carico dei trasgressori. A queste si aggiungono numerose diffide formali rivolte ai proprietari che non avevano provveduto alla regolare esposizione del CIN (Codice Identificativo Nazionale).
Le regole per i proprietari e il passaggio al CIN
L’attuale normativa nazionale prevede un passaggio fondamentale e obbligatorio dal vecchio codice regionale Citra al nuovo CIN. La legge impone regole tassative per chi affitta:
- È obbligatorio richiedere il nuovo codice identificativo.
- Il codice deve essere esposto chiaramente all’esterno degli stabili.
- Il CIN va inserito obbligatoriamente all’interno di qualsiasi annuncio pubblicitario o promozione online.
Come ricordato dal sindaco Filippo Scola, questa misura «mira a tutelare i turisti, garantire la concorrenza leale tra gli operatori del settore e contrastare in maniera capillare l’evasione fiscale nelle località a forte vocazione balneare».
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