La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria si proietta verso le sfide di domani con un’immagine rinnovata: è stato presentato ufficialmente il nuovo logo dell’ente, un simbolo concepito per rappresentare al tempo stesso la memoria storica e la responsabilità verso il futuro del territorio. Il restyling grafico, svelato nella cornice di Palatium Vetus, sancisce la volontà dell’istituzione di porsi sempre più come un punto di riferimento per le comunità locali, inaugurando una nuova fase operativa che vedrà, tra i suoi primi atti concreti, il lancio dell’ambizioso progetto di promozione enogastronomica “Le Vie del Gusto”.
Il nuovo simbolo: continuità e radicamento
La scelta di rinnovare l’identità visiva della Fondazione non rappresenta solo un esercizio estetico, ma risponde all’esigenza di raccontare in modo immediato l’identità e il profondo legame con la provincia. La nuova veste grafica vuole comunicare l’impegno costante dell’ente nell’essere una presenza vicina e generativa, capace di ascoltare la comunità e trasformarne le energie in opportunità concrete.
Il Presidente della Fondazione, Paolo Arrobbio, ha voluto evidenziare il peso di questa missione: “In queste prime undici settimane di Presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ho incontrato quotidianamente rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale, associativo e del volontariato, entrando in contatto con circa 180 realtà del territorio”. Da questo costante dialogo, ha spiegato Arrobbio, è emersa “con chiarezza quanto la Fondazione rappresenti un punto di riferimento per la comunità: un perno attorno al quale ruotano attività, progetti, servizi, ma anche sogni, speranze e aspettative condivise”.
Memoria e Responsabilità: il significato del logo
A illustrare le scelte cromatiche e concettuali alla base della nuova immagine è stata l’architetto Rossana Balduzzi, componente del Consiglio di Amministrazione dell’ente. “Il nuovo simbolo nasce dal portale, immagine essenziale e ricca di significati: una soglia aperta che accoglie, mette in relazione e crea dialogo tra istituzioni, persone e territorio”, ha spiegato Balduzzi, precisando come il richiamo vada direttamente “al Palatium Vetus e al suo Broletto, antico luogo delle assemblee pubbliche”.
La forza del nuovo logo, riassumibile nelle parole “Memoria e Responsabilità”, si declina anche attraverso un preciso uso dei colori:
- Il blu per trasmettere affidabilità e rigore istituzionale.
- L’oro per simboleggiare il valore della cultura e del vasto patrimonio.
- Il rosso per richiamare l’energia e l’impegno costante verso la comunità.
- L’azzurro come sguardo rivolto all’innovazione e al futuro delle giovani generazioni.
Il nuovo marchio, pensato per vivere nei linguaggi contemporanei ed essere declinato su web, social e dispositivi digitali, sarà da oggi utilizzato per tutte le attività di comunicazione e potrà essere scaricato dai partner direttamente dal sito istituzionale della Fondazione.
Il lancio de “Le Vie del Gusto” e l’esordio del tartufo
L’apertura di questa nuova fase si traduce subito in progettualità concreta. Il primo grande esempio dell’impegno della Fondazione è infatti la nascita del progetto “Le Vie del Gusto”, un’iniziativa ideata per trasformare le eccellenze agroalimentari della provincia di Alessandria in un vero e proprio motore trainante per lo sviluppo turistico, culturale ed economico locale.
Il primo capitolo di questa strategia prenderà il nome di “Le Vie del Tartufo” e sarà presentato ufficialmente il 5 ottobre a Milano, durante una cena esclusiva dedicata alla stampa di settore e agli stakeholder dell’enogastronomia. Il progetto mira a far lavorare in sinergia cavatori, produttori, ristoratori, strutture ricettive e istituzioni per valorizzare il pregiato fungo ipogeo, preparando al contempo la partecipazione del territorio a eventi di rilievo nazionale come il Cook Fest di Milano e il Pitti Taste di Firenze.
Le sinergie territoriali: vino, prodotti tipici e turismo
Il progetto di rilancio agroalimentare vede in prima linea i principali attori della promozione locale. Walter Massa, Presidente di Terre Derthona Gavi, ha ricordato la grande forza del settore vitivinicolo alessandrino, sottolineando l’importanza di fare rete per portare “il mondo nei salotti della gastronomia”, affiancando a due grandi vini bianchi come Gavi e Derthona (e al rosso Barbera Monleale) le altre prelibatezze locali: “la frutta sciroppata, soprattutto Volpedo”, le “ciliegie di Garbagna, le Profumate di Tortona le Ortolane di Castelnuovo, le salse di pomodoro, e la verdura fresca degli orti della valle Scrivia”, senza dimenticare “il formaggio Montebore, il salame Giarolo” e “il tartufo del Piemonte Bianco d’Alba”.
Un concetto di integrazione ribadito anche da Carlo Ricagni, Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato, che punta a “rafforzare l’identità del prodotto turistico insieme a quello dei prodotti legati all’agricoltura e a quello dei nostri artigiani”, attraverso la creazione di un “paniere di prodotti di filiera corta”.
A tirare le fila sul potenziale di questo nuovo approccio è stato Roberto Cava, Presidente di Alexala, che ha analizzato la situazione attuale: “La crescita che la provincia di Alessandria sta registrando sul piano turistico è un segnale molto incoraggiante”. Secondo Cava, l’obiettivo per il futuro “non è semplicemente aumentare gli arrivi o le presenze, ma generare un turismo che produca valore per le imprese, opportunità per le comunità locali e una forte governance capace di guidare il futuro, con obiettivi chiari e una visione davvero condivisa”.
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