L’11 luglio 2026 il Forte di Gavi (AL) riapre ufficialmente le sue porte al pubblico, svelando un volto profondamente rinnovato a quattrocento anni esatti dall’avvio del grande cantiere seicentesco. Il complesso monumentale si presenta oggi trasformato grazie a un vasto progetto di recupero e valorizzazione sostenuto dal Ministero della Cultura e dai fondi del PNRR. I lavori, culminati in cinque mesi di chiusura, hanno permesso di ridisegnare gli spazi espositivi, abbattere le barriere architettoniche e aprire ai visitatori aree storiche fino a oggi inaccessibili, proiettando l’antica fortezza verso nuove modalità di fruizione museale.
La giornata inaugurale e un tuffo nella storia
Il programma della riapertura dell’11 luglio segna l’inizio di una nuova era per il sito. Oltre alle visite guidate negli spazi rinnovati e alla presentazione dei restauri, la giornata vedrà l’inaugurazione della mostra “Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson” e il debutto della prima edizione della “Fortissima Parade”, entrambe visitabili dal pubblico fino al 4 ottobre.
Il rinnovamento cade in una data fortemente simbolica: esattamente l’11 marzo del 1626 prendevano il via i lavori che avrebbero tramutato un precedente castello medievale in quell’imponente macchina difensiva voluta dalla Repubblica di Genova. Nel corso dei secoli, il Forte ha attraversato innumerevoli fasi storiche, diventando penitenziario civile, campo di prigionia durante le due guerre mondiali e, infine, museo dello Stato.
Accessibilità totale e nuovi servizi per i visitatori
Il percorso di riqualificazione ha toccato in modo organico la sicurezza, la qualità dell’accoglienza e la manutenzione del patrimonio. L’accessibilità è stata il vero e proprio cardine di questo progetto:
- Sono stati installati ascensori e servoscala, oltre ad aver rimodulato i passaggi interni e messo in sicurezza i parapetti.
- È stata creata una nuova biglietteria completamente priva di barriere architettoniche e climatizzata.
- Per la prima volta nella sua lunga storia, la roccaforte è stata dotata di una rete di acqua potabile, permettendo la creazione di nuovi bagni, una fontanella per i visitatori e uno spazio delicato per l’allattamento e il cambio neonati.
- Gli spazi esterni vantano ora un nuovo arredo urbano, sedute panoramiche, illuminazione rinnovata e un punto di ricarica e manutenzione per biciclette elettriche.
- L’Amministrazione ha acquistato una golf car elettrica per agevolare il trasporto di persone e materiali all’interno del sito.
- La sala conferenze è diventata uno spazio multifunzionale, dotata di un ledwall ad alta definizione, un nuovo impianto audiovisivo e soluzioni per l’efficientamento energetico e acustico.
L’Alto Forte, il vigneto e la tecnologia immersiva
Il percorso museale nel Basso Forte è stato rivoluzionato per offrire un’esperienza sensoriale e interattiva, capace di raccontare non solo l’architettura, ma anche la vita quotidiana all’interno della roccaforte. Tra le novità più rilevanti a disposizione del pubblico spiccano:
- L’apertura dell’Alto Forte: Resa finalmente accessibile grazie a importanti lavori di messa in sicurezza. Per chi non può affrontare fisicamente gli storici saliscendi del tracciato, è stata predisposta una speciale visita virtuale immersiva tramite visori.
- Spazi esperienziali: I visitatori possono entrare nelle antiche celle, osservare la ricostruzione dei giacigli dei soldati e ascoltare la riproduzione dei suoni delle ronde notturne.
- Innovazione digitale: Una sezione offre applicazioni di intelligenza artificiale, una App in realtà aumentata, postazioni di gaming e un plastico 3D interattivo che narra la rocambolesca evasione di un ufficiale inglese.
- Supporti inclusivi: Lungo il percorso sono presenti totem e leggii progettati per ipovedenti o per persone in carrozzina, oltre a un plastico tattile del Forte e a un vero cannone seicentesco esplorabile al tocco.
- Il vigneto storico: Sul Bastione San Tommaso è stato recuperato e ripristinato l’antico vigneto in stretta collaborazione con i Produttori del Gavi e sotto la supervisione del Consorzio Tutela del Gavi.
Le voci dei direttori: far parlare l’architettura
A sottolineare la filosofia alla base di questi imponenti lavori è Filippo Masino, direttore dei Musei nazionali Piemonte: «Per molti anni l’accessibilità è stata considerata un insieme di interventi tecnici. Oggi sappiamo che è molto di più: è un modo di progettare i luoghi della cultura perché possano essere vissuti e compresi dal maggior numero possibile di persone». Masino precisa che il lavoro svolto al Forte di Gavi nasce da questa precisa convinzione: «Ogni scelta, dal restauro ai nuovi allestimenti, dalle tecnologie digitali ai servizi, è stata pensata per ampliare le possibilità di incontro tra il monumento e il suo pubblico, senza mai perdere di vista il valore storico e l’autenticità del luogo».
Il sito museale ha inoltre colto l’occasione per arricchire le proprie collezioni storiche con l’acquisizione di armi, munizioni e documenti inediti. Tuttavia, il direttore del Forte di Gavi, Riccardo Vitale, ci tiene a chiarire il delicato approccio utilizzato per l’ammodernamento: «Il nostro obiettivo non era trasformare il Forte in un museo della tecnologia. Il Forte ha sempre raccontato la propria storia attraverso la forza della sua architettura e continua a farlo». Le nuove strumentazioni all’avanguardia hanno uno scopo di supporto mirato: «Le nuove tecnologie, gli allestimenti e gli strumenti digitali sono stati introdotti solo dove potevano aiutare a comprendere meglio gli spazi, superare alcune barriere e coinvolgere un pubblico più ampio. In altre parole, il Forte parlava già: oggi abbiamo cercato di metterlo nelle condizioni di parlare davvero a tutti».



