I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Imperia hanno concluso una complessa operazione di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria, denominata convenzionalmente “Cerebros”. Le Fiamme Gialle hanno smascherato una stabile organizzazione, formalmente priva di consistenza fisica sul territorio italiano, che gestiva un lucroso business basato su annunci pubblicitari per escort sul web, riuscendo a ricostruire un enorme giro d’affari sottratto al Fisco nazionale.
Il meccanismo del business digitale
L’indagine, sviluppata dai militari della Compagnia di Sanremo a partire da sospette anomalie e indicatori di rischio finanziario, ha svelato un vero e proprio sistema di favoreggiamento della prostituzione basato sui servizi digitali:
- Annunci multipli: l’organizzazione offriva, a pagamento, un servizio di “multiposting” che consentiva la pubblicazione automatica dello stesso annuncio su numerosi siti web e canali social per incrementare i profitti delle escort operative in tutta Italia.
- Tariffe flessibili: i contratti per gli annunci venivano stipulati online tramite una specifica pagina digitale, con costi variabili in relazione al tempo di permanenza del post in rete e al materiale multimediale caricato, come foto e video.
- Il transito sulle prepagate: i guadagni venivano accreditati su numerose carte prepagate intestate a prestanome per essere poi trasferiti sistematicamente all’estero, agevolando così l’evasione fiscale degli obblighi tributari in Italia.
I canali finanziari e le perquisizioni
Gli accertamenti dei finanzieri hanno permesso di mappare il tragitto dei flussi di denaro. I proventi ricaricati sulle carte prepagate venivano convogliati su due conti correnti aziendali intestati a una società di diritto spagnolo con sede a Las Palmas de Gran Canaria.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Imperia, i militari hanno eseguito perquisizioni locali e personali nei confronti degli intestatari delle carte maggiormente movimentate, sequestrando numerosi dispositivi informatici. Dall’analisi dei dati digitali sono emersi elementi di prova solidi che hanno portato al rinvio a giudizio di cinque persone in concorso tra loro per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, e autoriciclaggio.
La verifica fiscale e la stabile organizzazione
Grazie anche agli strumenti di cooperazione internazionale di polizia, la Guardia di Finanza ha accertato come la società spagnola operasse in Italia sotto forma di “stabile organizzazione occulta”, priva di una sede fisica dichiarata ma capillarmente presente sul piano economico.
Al termine delle verifiche, i militari hanno provveduto all’attribuzione d’ufficio di una partita I.V.A. e del codice ATECO per “Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari”. Questa operazione trasversale di polizia economico-finanziaria ha permesso di individuare l’ingente materia imponibile sottratta alla tassazione italiana, portando l’Agenzia delle Entrate a emettere un formale avviso di accertamento al contribuente.


