Prosegue senza sosta il piano integrato di prevenzione e contenimento delle zanzare promosso dal Comune di Alessandria. Negli ultimi due anni, l’Amministrazione ha affiancato ai trattamenti ordinari una serie di interventi straordinari di ricerca, monitoraggio e sperimentazione scientifica. Il programma, che ha ricevuto il pieno supporto della comunità scientifica e l’apprezzamento dei cittadini, punta a contrastare la proliferazione degli insetti agendo direttamente su tutte le fasi del loro ciclo biologico.
Un modello scientifico e all’avanguardia
Il Comune di Alessandria ha confermato la propria adesione al programma regionale coordinato da IPLA S.p.A.. Il piano locale è stato sviluppato in stretta sinergia con il dott. Asghar Talbalaghi, i tecnici di AMAG Reti Idriche e la ditta C.I.A. S.r.l. Controllo Infestazioni Ambientali.
Questo approccio si distingue a livello nazionale per l’utilizzo di metodologie innovative e trattamenti specifici:
- Trattamenti invernali: interventi mirati contro le specie svernanti per ridurre la presenza delle femmine di Culex pipiens, principale vettore del virus West Nile, ritardando così la comparsa delle prime generazioni stagionali.
- Monitoraggio tecnologico: ispezione scientifica della rete fognaria effettuata tramite l’uso di trappole, sonde ambientali e microtelecamere.
- I “TombiniNet”: sperimentazione di speciali zanzariere per i tombini nei contesti privati, un sistema ideato dal referente comunale del progetto e diventato ormai una prassi consolidata.
- Trattamenti barriera: un sistema protettivo unico, sviluppato lungo una fascia di circa 27 chilometri, per contenere l’afflusso delle zanzare migratorie provenienti dalle aree risicole della Lomellina, che tendono a concentrarsi nelle zone di Valmadonna e della Val San Bartolomeo.
I tre percorsi dei trattamenti sul territorio
Le operazioni di disinfestazione e contenimento si articolano lungo tre tracciati principali che coprono le aree collinari e di pianura del territorio comunale:
- Primo tracciato collinare: si sviluppa dall’eremo di Betania lungo la strada delle Serre e la zona delle Antenne, scende verso Pietra Marazzi, prosegue sulla strada vecchia per Montecastello e raggiunge Rivarone fino al fiume Tanaro.
- Secondo tracciato collinare: collega la zona di fronte all’eremo di Betania procedendo verso ovest, scende per via Sabbione fino a Valmadonna e si ricongiunge con l’area di Pietra Marazzi.
- Percorso in pianura: parte dal confine con Alluvioni Piovera, segue la vecchia strada sterrata per Sale, lambisce la frazione di Lobbi, attraversa Castelceriolo sopra l’autostrada, percorre via Grilla fino all’incrocio con via Marengo e si conclude nei pressi del fiume Bormida.
L’importanza della collaborazione dei cittadini
Nonostante la complessità del piano pubblico, l’Amministrazione comunale ricorda che una parte significativa dei focolai larvali si sviluppa all’interno delle proprietà private. Anche piccoli ristagni d’acqua possono vanificare gli sforzi collettivi.
Per questo motivo, la cittadinanza è invitata a seguire alcune semplici regole di prevenzione nei propri cortili e giardini:
- Eliminare o svuotare regolarmente sottovasi, secchi, annaffiatoi e contenitori d’acqua.
- Evitare ogni tipo di ristagno d’acqua in aree private, orti e cortili.
- Coprire con reti o chiusure adeguate i contenitori che non possono essere svuotati.
- Mantenere pulite le grondaie e i sistemi di raccolta dell’acqua piovana.
- Effettuare, dove necessario, interventi antilarvali nelle aree private.
L’Assessore all’Ambiente Daniele Coloris ha voluto sottolineare l’importanza della programmazione e della prevenzione svolta:
“L’impegno e la cura profusi in questo settore dal Comune di Alessandria, che vedono la nostra Città in prima fila già dagli anni scorsi, anche a livello economico e mediatico, dimostrano come le azioni preventive svolte durante il periodo invernale e primaverile continuino a produrre risultati positivi. Per questo rinnoviamo l’invito alle cittadine e ai cittadini affinché anche loro contribuiscano alla prevenzione nelle aree private e nei cortili delle proprie abitazioni. Fondamentale è stato il lavoro della squadra del Dott. Talbalaghi e la collaborazione con IPLA e con gli altri Comuni. Se oggi la cittadinanza ha la percezione che ci siano meno zanzare, non è un caso: è il risultato di un lavoro costante, programmato e basato su solide evidenze scientifiche”.



