Domenica 24 maggio la delegazione tortonese ha guidato i partecipanti in un affascinante viaggio tra arnie e natura. Accompagnati dall’apicoltore Giacomo Acerbi e dall’agronomo Alberto Mallarino, i visitatori hanno scoperto i segreti dell’allevamento delle api regine, l’importanza vitale dell’impollinazione e i rischi ambientali che minacciano questi preziosi insetti.

Domenica 24 maggio il FAI delegazione di Tortona ha consentito di vivere una giornata speciale dedicata alla formazione e alla consapevolezza ambientale, celebrando la Giornata Mondiale delle Api presso la Tenuta Il Ritiro di Giacomo Acerbi. Un’occasione preziosa per entrare in contatto con un comparto affascinante e ancora poco conosciuto: l’allevamento delle api regine, un universo straordinario dove natura, scienza, equilibrio ambientale e ricerca si intrecciano in modo sorprendente.

Guidati da Giacomo Acerbi e dall’agronomo Alberto Mallarino, i partecipanti hanno potuto approfondire il funzionamento dell’alveare, scoprendo il ruolo fondamentale dell’ape regina, delle api operaie e dei fuchi all’interno della colonia, oltre ai delicati processi che regolano la produzione del miele.

Dopo un’introduzione teorica, il gruppo ha visitato l’apiario immerso in uno splendido contesto paesaggistico tra fiori, profumi e arnie in attività. È stato possibile osservare da vicino le api operaie al lavoro, seguire lo sviluppo delle api regine e comprendere il ruolo dei fuchi all’interno dell’alveare. L’apicoltore ha illustrato le tecniche di controllo delle colonie e spiegato l’importanza cruciale dell’impollinazione, processo indispensabile per la riproduzione delle piante e la produzione di frutti e semi.

Le api rappresentano infatti uno degli elementi chiave della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi. Le coltivazioni agricole — tra cui meli, ciliegi, fragole e girasoli — dipendono direttamente dalla loro attività quotidiana; senza di loro anche il nostro ciclo alimentare sarebbe privo di verdura e frutta, fondamentali per il nostro sviluppo e la crescita cellulare.

Durante la giornata sono stati affrontati anche i principali fattori di rischio che oggi minacciano la sopravvivenza delle api: pesticidi, cambiamenti climatici e progressiva perdita degli habitat naturali. Attraverso l’analisi degli alveari, della cera e del miele è possibile rilevare la presenza di elementi inquinanti, trasformando così il mondo delle api in un importante indicatore della salute ambientale del territorio.

L’esperienza è stata arricchita da momenti pratici e sensoriali, tra degustazioni di miele, osservazione del processo di inseminazione e attività delle piante mellifere: strumenti concreti per sensibilizzare grandi e piccoli alla tutela degli impollinatori.

La giornata si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: proteggere le api significa proteggere la natura, la biodiversità e il futuro stesso dell’uomo.