Nel fine settimana scorso la Polizia di Stato di Alessandria, in particolare gli investigatori della locale Squadra Mobile, ha eseguito 17 misure cautelari, tra cui 12 arresti, nell’ambito di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Alessandria, volta al contrasto del traffico di stupefacente nel capoluogo di provincia.
Venticinque gli indagati totali dell’indagine che ha permesso di far emergere una composita rete di spaccio attiva nella città di Alessandria relativa principalmente alla vendita cocaina e hashish. Il lavoro svolto, oltre a mettere in luce dinamiche e responsabilità della vendita al dettaglio delle singole dosi, ha permesso di ricostruire le modalità di approvvigionamento dello stupefacente, permettendo di muovere addebiti circa il possesso e la vendita di consistenti quantità di cocaina e hashish.
Ulteriore filone della stessa indagine, inoltre, ha riguardato l’attività di spaccio all’interno della Casa Circondariale Cantiello e Gaeta, dove alcuni indagati riuscivano, attraverso contatti telefonici a fare entrare lo stupefacente nella struttura carceraria al fine di rivenderlo ad altri detenuti, a prezzi maggiorati rispetto a quelli praticati all’esterno. L’ingresso della sostanza all’interno del carcere avveniva sia tramite il sistema del “lancio” oltre le mura perimetrali della struttura, sia sfruttando i colloqui dei detenuti con i familiari.
Numerosi gli arresti avvenuti negli scorsi mesi nell’ambito della suddetta attività, da ultimo, a inizio aprile, quello di due cittadini marocchini trovati in possesso di circa 1,2kg di hashish nell’ambito di una perquisizione delegata dall’Autorità Giudiziaria. Oltre a svariate dosi di stupefacente, nell’ambito dell’indagine sono stati sequestrati oltre 10.000 euro in contati e 3 telefoni cellulari di piccole dimensioni destinati ad essere introdotti nella Casa Circondariale.
Il presente comunicato viene diffuso alla luce del pubblico interesse alla conoscenza delle attività svolte per esigenze di pubblica sicurezza da questo Ufficio. Si rammenta la presunzione di innocenza e che la responsabilità penale può essere riconosciuta solo con sentenza passata in giudicato.
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