Scrivere un romanzo sembra facile, ma non è così; scriverlo poi sui luoghi toccati dal nostro giornale è ancora più difficile perché tante sono le bellezze, le curiosità, gli anfratti e le le storie di vita vissuta di questa parte d’Italia così bella che sceglierne una è davvero arduo. C’è riuscito, però, autore savonese Giuseppe Bagnasco che nelle pagine di questo libro illustra il ricordo di un mondo contadino ormai perduto, semplice, un modo di vivere essenziale, scandito dal ritmo delle stagioni e di quello che esse offrono. Con una scrittura intensa e scorrevole l’autore è capace di portare chi legge a immedesimarsi con le situazioni che racconta, ad essere lì con lui, bambino, che nelle vacanze dai nonni in campagna si confronta con il mondo degli adulti. Si rimane affascinati dal modo in cui racconta la famiglia, la semplicità della vita contadina e il paesaggio che lo circonda. Nei ricordi dell’autore ormai adulto si coglie un velo di tristezza per la perdita di quegli affetti e forse di rimpianto per un amore non vissuto, per quello che poteva essere. I grandi nuvoloni bianchi che appaiono sullo sfondo del cielo azzurro estivo, sembrano minacciosi, ma forse dietro di loro ci sono le anime bianche, proprio di quelle persone che abbiamo amato.

“Non sono uno scrittore professionista – dice Giuseppe Bagnasco – ho iniziato a scrivere per dare forma a certe emozioni che albergavano dentro di me, per rendermi conto, una volta terminato, che la storia che avevo scritto poteva diventare un libro. I riscontri positivi dell’opera, mi hanno spinto a cercare un editore che lo pubblicasse e per questo ringrazio Macchione Editore, di Varese per aver dato fiducia  a questo Romanzo. “I bianchi nuvoloni di agosto” ha spunti autobiografici e si ispira a emozioni autentiche, ma prende in prestito dalla fantasia fatti e persone.”

E’ la vita, ma anche la morte, vissuta attraverso gli occhi di un bambino. Giuseppe, (il protagonista) vede la morte nel pieno della sua fanciullezza, a dieci anni, quell’anno Giuseppe compie esattamente dieci anni. E’ doloroso si, certamente, ma l’evento non è traumatico per lui. Il nonno muore. Il nonno materno, si spegne piano piano, come una candela, e Giuseppe non vede la differenza da quando era in vita. Siamo negli anni sessanta, siamo nella campagna Piemontese, sul confine Ligure. Il paesaggio è collinare, prati immensi di colori diversi, come un vestito di arlecchino che all’orizzonte si congiungono con il cielo.

La cascina della nonna è la più bella della zona, e Giuseppe è pronto a godersela per tutta l’estate. Non ha giochi, la natura e gli avvenimenti di questa splendida estate, saranno i suoi giochi. In estate, sopratutto ad Agosto, appaiono nel  cielo dei grandi nuvoloni bianchi, bianchi e maestosi. Non sono pericolosi per la pioggia, anzi Giuseppe  pensa che proprio dietro quelle candite nuvole si siano adagiati “quelli” che sono andati in cielo e che ci osservano con l’affetto di sempre.

E’ la gioia e la spensieratezza dell’adolescenza, ma anche le ansie e le paure di dover crescere, Giuseppe ha passato cinque anni in collegio sul mare. Non per punizione. Giuseppe è sempre stato un bambino buono, ma fragile, cagionevole di salute. Il mare lo ha rafforzato, lo ha reso un ragazzo forte e sano, pronto per affrontare la vita.


Già il mare, Giuseppe non lo aveva mai visto, non lo aveva mai conosciuto. Il mare non è statico come le colline in campagna dalla nonna, il mare è sempre in movimento, a volte si arrabbia e può farti male se lo sfidi, ma poi si calma sempre. E’ la consapevolezza di essere diventato uomo. Giuseppe si è trovato i suoi cinquant’anni scritti su una bellissima torta alla frutta. Non li ha, pensa, non  li sente i suoi cinquant’anni. Ed è in questa occasione che si volta indietro pensando che i suoi vent’anni siano ancora li, dietro di lui. Ma non è così, sono passati trent’anni. Il lavoro, un figlio, due storie sentimentali, la vita quindi. Ma quanti affetti si sono persi in questa vita, ora gli  mancano tutti assieme.

Un libro da leggere con il cuore, con gli occhi bene aperti su quei nuvoloni bianchi che si formano in cielo; là dietro tutti abbiamo qualcuno che, con amore, ci segue a distanza.