Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Imperia hanno portato a compimento una complessa operazione di polizia economico-finanziaria a contrasto dell’evasione fiscale internazionale, individuando un soggetto economico esterovestito attivo nel commercio online di prodotti elettronici attraverso marketplace. Le indagini dei militari del Gruppo di Imperia hanno fatto emergere una struttura societaria appositamente creata per sottrarsi agli obblighi tributari nazionali mediante la fittizia localizzazione in Bulgaria di due imprese, gestite e amministrate in realtà direttamente dal territorio italiano. L’amministratore è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato di omessa dichiarazione e i riscontri investigativi hanno portato alla chiusura di due partite IVA.

La fittizia sede estera e il meccanismo elusivo

L’attività ispettiva dei finanzieri ha ricostruito con precisione l’articolata architettura societaria ideata per aggirare il fisco:

  • costituzione in sequenza temporale di due distinte imprese formalmente disciplinate dal diritto bulgaro, nate per beneficiare del regime fiscale più vantaggioso offerto da quello Stato;
  • dimostrazione, per tutti i periodi d’imposta sottoposti a controllo, che la sede di direzione effettiva si trovava in Italia;
  • assunzione sul territorio nazionale sia delle decisioni strategiche sia della gestione ordinaria e corrente delle attività commerciali;
  • configurazione di una costruzione puramente artificiosa, finalizzata in modo esclusivo a eludere la normale tassazione sui proventi generati dalle vendite nel nostro Paese.

Le indagini digitali tra marketplace e analisi forense

Per dimostrare l’esterovestizione societaria e superare lo schermo formale estero, i verificatori hanno sviluppato specifici riscontri tecnici e normativi:

  • rispetto dei principi dell’Unione Europea sulla libertà di stabilimento e applicazione dei criteri antielusivi stabiliti dalla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Bulgaria, che individua la residenza fiscale nel luogo in cui si esercita la direzione effettiva;
  • acquisizione e verifica delle informazioni operative e di vendita provenienti dalla piattaforma Amazon;
  • incrocio dei dati con gli elementi informatici estratti mediante perquisizione e acquisizione forense dal computer personale dell’amministratore;
  • piena conferma della gestione dell’intero business direttamente dal territorio dello Stato, celata dietro la schermatura bulgara.

Denuncia all’autorità giudiziaria e chiusura delle partite IVA

I riscontri delle Fiamme Gialle hanno consentito di quantificare la reale capacità contributiva dell’attività economica e di adottare i provvedimenti previsti:

  • accertamento di consistenti ricavi commerciali conseguiti sul territorio nazionale e completamente sottratti all’imposizione tributaria;
  • denuncia a piede libero dell’amministratore delle società alla competente Autorità Giudiziaria con l’accusa di omessa dichiarazione, ferma restando la presunzione di innocenza nelle successive fasi processuali;
  • chiusura d’ufficio delle due partite IVA utilizzate per schermare i proventi reali;
  • conferma del ruolo dell’azione della Guardia di Finanza nel contrastare le forme di concorrenza sleale e tutelare l’equità economica a salvaguardia della collettività.