Di fronte alle allarmanti notizie sulla fermata temporanea generale degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia, che coinvolge direttamente anche il polo produttivo di Novi Ligure, il Vescovo della Diocesi di Tortona, Monsignor Guido Marini, ha indirizzato una sentita lettera personale a tutti i lavoratori dell’ex Ilva e alle loro famiglie. Nel messaggio, il Pastore diocesano si unisce all’appello del Sindaco di Novi per scongiurare una crisi occupazionale irreversibile e difendere sia i posti di lavoro interni sia quelli dell’indotto, richiamando con vigore i principi della Dottrina Sociale della Chiesa. La Chiesa locale assicura la propria costante vicinanza morale, spirituale e di ascolto a chi vive giorni di profonda incertezza, ribadendo la necessità di una visione lungimirante e di soluzioni concrete che non disperdano un patrimonio umano e industriale di valore internazionale.
L’appello a istituzioni e imprese: tutelare occupazione e indotto
Nel messaggio inviato ai lavoratori il 18 ottobre 2026, il Vescovo esprime la propria viva preoccupazione per le ricadute sociali sul territorio:
«Carissimi lavoratori, la recente notizia della fermata temporanea generale degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia, compreso quello di Novi Ligure, sta destando non poche preoccupazioni sul vostro futuro e su quello delle vostre famiglie. Come Vescovo della Diocesi di Tortona mi unisco all’auspicio del Sindaco della Città di Novi e manifesto la viva speranza che sia ancora possibile trovare una giusta soluzione per scongiurare una crisi irreversibile, affinché si possa salvaguardare il vostro posto di lavoro e l’occupazione dell’indotto. Esprimo a tutti voi la mia solidarietà e la mia vicinanza di Pastore, confidando in un impegno concreto delle parti coinvolte, per tutelare la posizione professionale di ciascuno con l’attuazione di misure e strumenti efficaci».
I principi della Dottrina Sociale della Chiesa e il no alla chiusura definitiva
Monsignor Marini richiama con chiarezza la centralità della persona umana nel mondo del lavoro e l’urgenza di prospettive durature:
«La Dottrina Sociale della Chiesa ci indica che il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro e che pertanto vanno rispettati i diritti fondamentali di chi lo svolge. L’organizzazione del lavoro deve favorire il benessere di tutti i membri della società. Le comunità locali dei lavoratori devono essere messe in grado di dialogare e confrontarsi con i poteri superiori, senza giungere a punti di esasperazione. Infine, va agevolato il senso di responsabilità che lega datori di lavoro, lavoratori e istituzioni. La complessità dei problemi richiede una visione lungimirante e un’alternativa certa alla chiusura definitiva dello stabilimento dell’ex Ilva: due richieste che vi potranno restituire prospettiva e fiducia».
L’asse con Genova e la vicinanza umana e pastorale
Nel testo viene rimarcata anche l’attenzione condivisa con l’arcidiocesi ligure e il legame diretto costruito con le maestranze dello stabilimento novese:
- Comunione d’intenti con Genova: «Insieme all’Arcivescovo di Genova, in questi anni e anche nelle ultime settimane, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni e i nostri auspici per tramite di alcuni comunicati congiunti. E, sempre in comunione, intendiamo continuare a seguire con attenzione l’evolversi della situazione. Vi invito a non cedere allo sconforto e a non avere paura: non siete soli! Il vostro Vescovo, insieme alla Chiesa che vive a Tortona, è accanto a voi e prega per il vostro futuro».
- Il ricordo delle celebrazioni in fabbrica: «Vi offro volentieri la mia disponibilità all’ascolto e il mio sostegno morale e spirituale, qualora ne sentiate il bisogno. Anche a motivo della mia presenza per la celebrazione delle Messe presso lo stabilimento di Novi Ligure, ben conosco il valore di ciò che fate e apprezzo il vostro impegno quotidiano, i vostri sacrifici, la vostra dedizione: è anche grazie a tali presupposti che l’azienda in passato si è ritagliata un ruolo da leader nell’economia nazionale e internazionale. È un patrimonio che non può andare disperso!».
- La benedizione e l’affidamento alla patrona: «Con questi sentimenti, continuo a pregare per voi, vi affido con tanto affetto alla protezione della Madonna Lagrimosa, Patrona di Novi Ligure e, con altrettanto affetto, vi benedico, insieme alle vostre famiglie».





