L’annuncio della potenziale chiusura degli stabilimenti ex Ilva di Novi Ligure, Cornigliano e Racconigi innesca l’immediata reazione delle istituzioni. I presidenti della Regione Piemonte e della Regione Liguria, Alberto Cirio e Marco Bucci, sono intervenuti congiuntamente per definire “molto grave” lo stop della produzione, ribadendo come il mantenimento della continuità operativa sia un passaggio imprescindibile in attesa di un definitivo rilancio societario. Un appello condiviso per tutelare i lavoratori e salvaguardare una filiera considerata di importanza vitale e strategica per l’intera economia nazionale.
L’appello dei Governatori per la continuità aziendale
La preoccupazione per le sorti dell’azienda siderurgica unisce profondamente i territori coinvolti, che vedono nei tre stabilimenti del Nord-Ovest un asset fondamentale per l’industria italiana. Nelle dichiarazioni dei due governatori emerge la chiara necessità di non disperdere il patrimonio produttivo in una fase di transizione così delicata per il futuro del gruppo.
“L’annunciata chiusura degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi rappresenta una notizia molto grave, non solo per Liguria e Piemonte, ma per l’intera filiera dell’acciaio italiana, strategica per il futuro industriale del Paese”, spiegano nella loro nota congiunta Bucci e Cirio. “Siamo consapevoli che l’ex Ilva stia attraversando, da ormai lungo tempo, un percorso molto complesso e delicato, ma riteniamo indispensabile mantenere la continuità produttiva, in attesa che subentrino nuovi soggetti e possa avvenire il rilancio dell’azienda”.
L’impegno ai tavoli istituzionali e gli obiettivi prioritari
Nel mantenere alta l’attenzione sul dossier siderurgico, i presidenti regionali hanno voluto sottolineare lo sforzo messo in campo dall’esecutivo nazionale, dettando l’agenda per i prossimi incontri istituzionali. Gli obiettivi cardine del tavolo di crisi si concentreranno su tre punti essenziali:
- la salvaguardia totale dei livelli occupazionali;
- il mantenimento in attività degli impianti locali;
- la prospettiva di un incremento futuro dei volumi di produzione dell’acciaio.
“Riconosciamo e apprezziamo il grande impegno che il Governo, a partire dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro Adolfo Urso, sta portando avanti per affrontare una situazione particolarmente complessa”, concludono i due presidenti. “Ora il nostro impegno, insieme e su tutti i tavoli, è quello di continuare a lavorare perché i siti di Cornigliano, Novi e Racconigi non solo continuino a lavorare, ma perché accrescano la loro produzione. Regione Liguria e Regione Piemonte ritengono la salvaguardia dell’occupazione e della produzione dell’acciaio in Italia priorità assolute”.
La nota dei Sindaci di Genova e Novi Ligure
Questa mattina Acciaierie d’Italia S.p.A. in Amministrazione Straordinaria ci ha annunciato che, in seguito al noto decreto della Corte d’Appello di Milano che riguarda la fabbrica di Taranto, entro il prossimo 15 novembre avverrà la fermata temporanea generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi. Pur comprendendo la lunga e complessa fase di difficoltà che sta attraversando l’azienda, l’annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile. Le conseguenze nefaste dei continui ritardi che stanno caratterizzando il percorso di vendita non possono ricadere ancora una volta sui lavoratori, sulle loro famiglie e sui territori in cui vivono e lavorano». Così, in una nota congiunta, i sindaci di Genova e di Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere.
«Ci auguriamo vivamente che negli incontri di oggi e domani a Roma, tra le rappresentanze sindacali, il governo e le parti interessate, il quadro possa migliorare sensibilmente – proseguono i due sindaci – Una serrata della fabbrica rappresenta una prospettiva insostenibile: lo è per le lavoratrici e i lavoratori, lo è per le città di Genova e di Novi e lo è per l’intera filiera siderurgica del nostro Paese».
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