Una donna di 39 anni è stata arrestata in piena notte a Valenza con l’accusa di furto in abitazione e ritenuta responsabile di oltre venti colpi messi a segno nei locali condominiali della città. A notare i suoi movimenti sospetti nei pressi di via Bologna sono stati quattro Carabinieri liberi dal servizio, che hanno deciso di pedinarla con discrezione fino a coglierla sul fatto mentre forzava una cantina per sottrarre beni di una residente. Grazie al tempestivo supporto di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Alessandria, la donna è stata fermata in flagranza e trovata in possesso di un vero e proprio kit da scasso, ponendo fine a un’intensa ondata di raid notturni che aveva allarmato l’intero quartiere.
L’appostamento notturno e l’arresto in flagranza
L’operazione è scattata in un quadrante residenziale finito di recente nel mirino dei malviventi:
- i militari dell’Arma fuori servizio hanno avvistato la 39enne mentre si aggirava con fare circospetto nelle vicinanze di via Bologna;
- sfruttando il buio e le vie secondarie, la donna ha provato a fare perdere le proprie tracce, ma i militari l’hanno individuata poco dopo all’interno di uno stabile condominiale;
- la sospetta è stata sorpresa mentre forzava l’accesso di una cantina privata e asportava materiale di proprietà di una condomina;
- l’immediato intervento congiunto con l’equipaggio della “Gazzella” dell’Aliquota Radiomobile di Alessandria ha consentito di bloccarla e di far scattare l’arresto in flagranza.
Il sequestro degli arnesi da scasso e dei pugnali d’epoca
La perquisizione e i rilievi svolti nell’immediatezza hanno permesso di recuperare l’intera refurtiva dell’ultimo colpo, costituita da vari capi di abbigliamento subito restituiti alla legittima proprietaria.
Nel materiale sequestrato alla 39enne sono stati rinvenuti numerosi strumenti utilizzati per le effrazioni:
- dieci cacciaviti;
- cinque lime;
- una pinza;
- un cavatappi;
- sette pugnali d’epoca, sui quali sono tuttora in corso specifici approfondimenti volti ad accertarne l’esatta provenienza.
L’analisi delle telecamere e le nuove accuse
Le indagini avviate subito dopo il fermo hanno fatto emergere un quadro ben più ampio. L’attento esame delle registrazioni acquisite dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati della zona ha documentato la presenza costante della donna sui luoghi di numerosi reati commessi nel periodo recente.
I filmati hanno attestato i suoi spostamenti durante le ore notturne con arnesi da scasso del tutto analoghi a quelli rinvenuti. Gli elementi raccolti hanno così consentito ai Carabinieri di addebitarle ulteriori 23 furti consumati tra il 5 e il 24 settembre, facendole scattare una denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Alessandria.





