Riceviamo e pubblichiamo la riflessione inviata in redazione da un cittadino tortonese in merito al dibattito aperto sul tema della sicurezza urbana, scaturito dalle recenti dichiarazioni del Vicesindaco Daniele Calore sui dati della Prefettura e sulla necessità di incrementare i controlli e gli organici delle forze di polizia. Pur confermando la sostanziale tranquillità e sicurezza di Tortona, il lettore analizza la discrepanza tra numeri statistici e percezione reale della popolazione, suggerendo interventi concreti e tempestivi a partire da una presenza più capillare e a piedi sul territorio fino all’adozione del modello del controllo di vicinato.

Dati della Prefettura e percezione reale della sicurezza

L’intervento del cittadino prende le mosse dal confronto pubblico seguito all’analisi della situazione locale tracciata dall’Amministrazione comunale:

«Ho letto, tra altri, il passaggio sulla sicurezza del Vice Sindaco Daniele Calore, riferito anche ai dati della Prefettura, e vorrei porre l’accento su alcuni aspetti. La percezione dei cittadini e’ un fatto mentre i dati raccolti, i numeri e le statistiche, sono altro. Spesso divergenti».

Pur riconoscendo la validità dei report ufficiali che descrivono Tortona come una realtà sicura, viene posto l’accento sulla distanza che spesso si crea tra le tabelle statistiche e il vissuto quotidiano di chi abita i quartieri.

“Camminare la città”: il presidio a stretto contatto con la comunità

Riguardo alla proposta di ampliare le dotazioni organiche a disposizione della pubblica sicurezza, la lettera evidenzia i limiti pratici e temporali delle procedure tradizionali:

«Potenziare gli organici? Certo sarebbe necessario pur considerando i costi complessivi che troppo spesso mal si adattano alle necessita’ con tempi anche molto lunghi».

Da qui nasce la proposta di una strategia alternativa e immediatamente attuabile per rafforzare la vicinanza alla popolazione:

«Nel frattempo pero’ la percezione dei cittadini ritengo sarebbe piu’ positiva se le forze dell’ordine vivessero a stretto contatto con i cittadini anche per stabilire relazioni utili a prevenire situazioni di degrado e pericolose. “Camminare” la citta’, direi».

L’opportunità del controllo di vicinato sul modello pavese

A supporto di una maggiore collaborazione tra residenti e istituzioni preposte alla vigilanza, il lettore propone di guardare con favore a strumenti di cittadinanza attiva già sperimentati con successo nelle aree limitrofe:

  • la creazione di reti di sorveglianza e mutuo aiuto tra vicini di casa;
  • il coinvolgimento diretto della cittadinanza nella segnalazione tempestiva di criticità;
  • l’adozione di protocolli d’intesa istituzionali già operativi in altre province.

A questo proposito, la riflessione si conclude richiamando l’esperienza recente del territorio confinante: «”Controlli di vicinato” perche’ no? E’ di poche settimane fa che trentacinque comuni della provincia di Pavia hanno sottoscritto i documenti che consentiranno di attuare uno strumento che avvicina le forze dell’ordine ai cittadini».