«Il progetto per l’ospedale di Acqui Terme prosegue secondo la direzione indicata dal Piano Socio-Sanitario Regionale e non è in alcun modo messo in discussione. Nel frattempo, è bene ricordarlo, è intervenuto un fatto nuovo e di straordinaria importanza: il riconoscimento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria come primo IRCCS pubblico del Piemonte. Un risultato che rafforza il progetto, ma che richiede necessariamente un approfondimento anche con il Ministero della Salute sulle modalità attraverso cui realizzare l’integrazione del Galliano nel nuovo assetto». Con queste parole l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi interviene sul futuro del presidio acquese, rispondendo alle prese di posizione della FP CGIL e confermando il passaggio gestionale e funzionale dall’ASL AL all’IRCCS AOU AL.

La replica ai sindacati e il ruolo del nuovo IRCCS

L’assessore regionale chiarisce i dettagli dell’iter amministrativo e istituzionale, smentendo qualsiasi ipotesi di stop al piano di riassetto:

«Affermare che il progetto sarebbe venuto meno perché Acqui non compare nel decreto ministeriale significa non aver approfondito sufficientemente che cosa comporta l’istituzione di un IRCCS e quali siano i diversi passaggi necessari. Su un tema così importante per cittadini e lavoratori sarebbe sufficiente, prima di lanciare allarmi, confrontarsi con chi questo percorso lo sta seguendo: anche una telefonata al Direttore Scientifico facente funzioni Antonio Maconi avrebbe consentito di approfondire la questione, invece di gettare fumo negli occhi dei cittadini».

«Il riconoscimento dell’IRCCS non rappresenta dunque un ostacolo al progetto di Acqui: al contrario, gli dà ancora maggiore valore. Proprio perché oggi parliamo dell’ingresso del Galliano in una realtà che nel frattempo è diventata un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, occorre fare tutti gli approfondimenti necessari, compresi quelli di carattere ministeriale. Questo può richiedere qualche mese in più di lavoro, ma non significa fermare né tantomeno abbandonare il percorso».

Integrazione dei servizi e nuove prestazioni

Parallelamente alle formalità burocratiche con i ministeri competenti, la Regione ha già attivato il confronto operativo per potenziare subito l’assistenza sul territorio:

  • Avvio immediato di tavoli e interlocuzioni tra ASL AL e IRCCS per una progressiva integrazione dell’attività sanitaria.
  • Introduzione all’ospedale Galliano di prestazioni e cure aggiuntive grazie all’apporto degli specialisti e delle professionalità dell’IRCCS.
  • Potenziamento concreto dell’offerta di cura per i cittadini senza attendere la conclusione formale dell’intero iter burocratico.

«E soprattutto non intendiamo aspettare il completamento dell’iter per migliorare l’offerta sanitaria di Acqui, perché alla fine è questo ciò che conta davvero per i cittadini. L’obiettivo è quindi cominciare a costruire concretamente l’integrazione sanitaria, mentre parallelamente vengono definiti tutti i passaggi istituzionali e amministrativi necessari».

Il nodo del personale e la gestione dei bilanci

In merito alla situazione finanziaria dell’azienda sanitaria locale, Riboldi sottolinea la scelta di privilegiare la tenuta dei servizi sanitari:

«Anche il tema del bilancio dell’ASL AL va tenuto distinto da questo percorso. Negli ultimi anni abbiamo aumentato in maniera significativa il personale e questo comporta inevitabilmente maggiori costi. Se l’unico obiettivo fosse pareggiare un bilancio sarebbe molto semplice: basterebbe ridurre personale e servizi. Ma non è questa la sanità che vogliamo garantire ai cittadini. L’equilibrio dei conti va perseguito insieme alla capacità di garantire cure e servizi, e non può essere utilizzato per mettere in discussione il progetto di Acqui».

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