Il caos viabilistico sulla rete autostradale ligure torna al centro del dibattito politico dopo i 17 chilometri di coda registrati nella notte di venerdì sulla A10, nel tratto compreso tra Finale Ligure e Pietra Ligure. A sollevare la questione è il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello, che denuncia una gestione inaccettabile dei cantieri, chiedendo interventi mirati per non isolare il Ponente ligure e non penalizzare ulteriormente i cittadini e l’economia locale.
Sicurezza e flessibilità nella gestione dei lavori
Arboscello riconosce l’importanza degli interventi infrastrutturali per garantire l’incolumità dei viaggiatori, ma punta il dito contro le attuali modalità di esecuzione: «Che sulle autostrade liguri ci siano lavori necessari lo sappiamo e siamo i primi a sostenere che la sicurezza debba venire prima di tutto. Ma sicurezza non può diventare sinonimo di cantieri gestiti senza alcuna flessibilità».
La paralisi vissuta sulla A10, in un periodo di bel tempo e di forte afflusso verso il mare, viene definita una situazione «fuori dal normale». Il consigliere sottolinea come sia impensabile programmare gli interventi «ignorando completamente i flussi di traffico e le giornate in cui la pressione sulla rete autostradale aumenta in modo prevedibile».
L’impatto sul territorio e l’appello alla Regione
Le conseguenze di questa difficile viabilità mettono a dura prova l’intera struttura economica e sociale della Liguria. Secondo l’esponente dem, a fare le spese di una rete fragile e di cantieri non modulati sono principalmente:
- I residenti e i pendolari, costretti a subire quotidianamente disagi ritenuti «non più accettabili».
- Gli autotrasportatori, fortemente penalizzati nei loro spostamenti di lavoro.
- I turisti, il cui allontanamento rappresenta un grave rischio per un territorio che vive anche di turismo.
«Gli incidenti sono eventi che purtroppo possono accadere, ma un sistema di cantieri che non viene adeguatamente modulato può contribuire ad aggravare una situazione già critica e a rendere ancora più difficili i soccorsi e la circolazione», prosegue Arboscello.
L’appello finale è rivolto direttamente alle istituzioni regionali affinché intervengano: «La Regione deve farsi sentire con forza nei confronti dei concessionari. I lavori vanno fatti, ma vanno programmati e modulati in base alle esigenze del territorio». Continuare su questa strada, conclude il consigliere, significa mandare un pessimo messaggio a chi viaggia: «Se chi viene in Liguria sa di poter rimanere per ore bloccato in autostrada, il rischio è che scelga di non tornare».
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