Una corsa contro il tempo e un intervento chirurgico eseguito in condizioni di estrema emergenza hanno permesso di salvare la vita a una donna presso l’Ospedale di Casale Monferrato. Nei giorni scorsi, l’équipe della struttura di Cardiologia dell’ASL AL ha infatti impiantato un pacemaker mentre la paziente era in arresto cardiaco ed erano in corso le manovre di rianimazione. Una storia a lieto fine che testimonia l’altissima competenza, la tempestività e la grande capacità di fare squadra dei professionisti della sanità piemontese.

La diagnosi e l’improvviso arresto cardiaco

Tutto ha avuto inizio quando la donna, che da alcune settimane avvertiva un profondo e debilitante malessere tra le mura domestiche, si è rivolta al proprio Medico di Medicina Generale. Riscontrando una frequenza cardiaca estremamente bassa, il dottore l’ha inviata d’urgenza a eseguire un elettrocardiogramma.

La situazione clinica è apparsa subito grave:

  • La paziente è giunta in ospedale in uno stato di scompenso cardiaco acuto.
  • Le è stato diagnosticato un blocco atrio-ventricolare (BAV) completo. Si tratta di una condizione che interrompe la trasmissione degli impulsi elettrici tra atri e ventricoli, rallentando il cuore fino a mettere a rischio la vita.

Ricoverata d’urgenza nell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), la donna è stata messa in programma come primo intervento per la mattina successiva. Proprio durante le fasi di preparazione, però, il suo cuore è andato in asistolia, provocando un improvviso arresto cardiaco.

18 minuti drammatici in blocco operatorio

In sala operatoria è scattata immediatamente l’emergenza. Mentre un anestesista coordinava il massaggio cardiaco e procedeva all’intubazione della paziente, le manovre di rianimazione sono andate avanti senza sosta per ben 18 minuti.

In quei momenti drammatici, il direttore della Cardiologia Federico Nardi, affiancato dal dirigente medico Fabrizio Luigi Pizzetti e dal resto dell’équipe, ha preso una decisione tanto coraggiosa quanto provvidenziale: procedere all’impianto del pacemaker posizionando il catetere mentre il massaggio cardiaco era ancora in corso. Il dispositivo ha così potuto iniziare la stimolazione elettrica del cuore che, fortunatamente, ha risposto in modo positivo. La paziente è stata stabilizzata, l’intervento è stato portato a termine e la donna è stata trasferita in Rianimazione.

«Operare e posizionare un catetere stimolatore mentre erano in corso le manovre di rianimazione cardio-polmonare è stata una sfida estrema», ha dichiarato il Dottor Nardi. Il primario ha poi aggiunto che in quei minuti «la determinazione di tutta l’équipe e il perfetto coordinamento tra cardiologi, anestesisti e personale infermieristico hanno fatto la differenza tra la vita e la morte».

L’ironia della paziente e la lotta contro l’infezione

Fin dalle prime ore dopo il risveglio, la donna ha dimostrato una grande forza d’animo. Il giorno successivo all’operazione è stata estubata e ha accolto il personale del reparto con grande lucidità e una battuta fulminante: «Io sarò pure al cimitero, ma voi andrete tutti all’inferno!».

Il suo calvario, tuttavia, non era ancora terminato. Riportata in UTIC, la paziente è stata colpita da una sepsi ingravescente causata da un batterio particolarmente aggressivo, finendo in uno stato di semicoma che le ha impedito di alimentarsi per diversi giorni. Grazie a una terapia antibiotica mirata e a un monitoraggio costante, le sue condizioni sono progressivamente migliorate. Ha persino superato un improvviso calo dell’udito, rivelatosi poi un banale tappo di cerume rimosso con successo dall’otorinolaringoiatra.

Oggi la donna è stata dimessa in continuità assistenziale. Vedere la paziente superare queste ulteriori complicanze «e tornare a sorridere è la gratificazione più grande per tutti noi», ha concluso il direttore Nardi.

Il plauso delle Istituzioni sanitarie

La felice risoluzione di questo delicato caso clinico ha suscitato il plauso dei vertici della sanità. Francesco Marchitelli, Direttore Generale dell’ASL AL, ha evidenziato come questo episodio testimoni «l’altissimo livello di professionalità, prontezza e umanità presente nelle nostre strutture». Marchitelli ha ricordato come l’intero impianto dei soccorsi abbia dimostrato «cosa significhi lavorare in sinergia per salvaguardare la vita dei cittadini», ringraziando l’équipe «per l’eccellenza e la passione con cui ogni giorno affrontano le emergenze più complesse».

A fargli eco è stato Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte: «Questa storia racconta in modo straordinario cosa significa avere una sanità capace di fare squadra». L’assessore ha lodato la catena di salvataggio partita dal Medico di Medicina Generale fino all’intervento in ospedale, sottolineando che «dietro un risultato eccezionale come questo ci sono competenza, tempestività e capacità di lavorare insieme: tre elementi che rappresentano il valore più autentico della nostra sanità pubblica».

Vuoi ricevere la app gratuita di Oggi Cronaca direttamente sul tuo smartphone? Ti basta rispondere “Sì” alla richiesta di attivazione delle notifiche per avere Oggi Cronaca sempre con te. Poi basterà cliccarci sopra per essere indirizzato direttamente alla Home del giornale. Se ce l’hai già, grazie per essere dei nostri!