Una nuova e insidiosa truffa informatica sta circolando in questi giorni via email con il preciso obiettivo di rubare i dati sensibili degli utenti. Il raggiro sfrutta l’esca di una comunicazione aziendale contenente una finta busta paga del mese di luglio 2026. La trappola è arrivata persino all’indirizzo del direttore di Oggi Cronaca, a testimonianza di quanto questa campagna di invii sia diffusa e pronta a ingannare i lavoratori.
Come funziona l’inganno
Il meccanismo ideato dai truffatori è studiato per far abbassare la guardia. La potenziale vittima riceve un messaggio di posta elettronica che sembra provenire direttamente dal proprio “Ufficio Risorse Umane”. Nel caso specifico giunto alla nostra direzione, il sistema automatico dei truffatori ha inserito fittiziamente il nome del nostro giornale, firmandosi come “Ufficio Risorse Umane [ oggicronaca.it ]”.
Il testo invita a prendere visione del proprio cedolino, sostenendo che il documento sia stato predisposto utilizzando la nota piattaforma di firma elettronica DocuSign. Per spingere l’utente a cliccare, viene fornito un finto collegamento a un file nominato in modo burocratico: “Visualizza busta-paga-ANNO-Luglio-2026-e-Informazioni-Impegni-Riservati-Aziendali/Doc.pdf”.
Il testo della mail farlocca e la trappola del login
La comunicazione fraudolenta utilizza un tono formale, tipico delle comunicazioni aziendali. Nel messaggio si legge: «Il documento sopra contiene la ripartizione completa dei tuoi guadagni, delle trattenute e dell’importo netto finale che verrà accreditato sul tuo conto bancario». I truffatori consigliano vivamente di rivedere i dettagli e offrono persino finta assistenza: «Se hai domande o dubbi sui calcoli, o se dovessi riscontrare errori, non esitare a contattare l’ufficio».
La vera e propria finalità del raggiro (il furto dei dati) si palesa in una nota posta in calce. Dopo aver ribadito che l’email è destinata esclusivamente al ricevente, scatta la richiesta fatale: «Devi effettuare l’accesso per visualizzare i documenti». È proprio spingendo l’utente a inserire le proprie credenziali su una pagina falsa che i pirati informatici mettono a segno il colpo.
I campanelli d’allarme
Per difendersi da questo tentativo di furto di dati personali, è importante notare alcuni elementi chiave presenti nella comunicazione:
- Richiesta di credenziali: L’obbligo di effettuare un login su una piattaforma esterna per visualizzare un allegato è il segnale evidente di un tentativo di phishing.
- Adattamento del mittente: Il nome dell’azienda viene “pescato” automaticamente dall’indirizzo email della vittima per rendere il mittente più credibile.
- Avvisi legali minatori: L’aggiunta di un finto avviso legale sulla riservatezza (in cui si vieta “la divulgazione, la distribuzione o la copia non autorizzata”) serve unicamente a infondere timore e a dare una falsa parvenza di autorevolezza e segretezza alla truffa.




