Nella giornata di oggi l’antropologo e pedagogista napoletano Daniele Ventola, protagonista del viaggio a piedi di 1.500 chilometri da Assisi a Bruxelles denominato “Call of Peace”, ha fatto tappa a Tortona incontrando il Sindaco. Un momento istituzionale ma dal profondo valore simbolico, che arricchisce il pellegrinaggio partito lo scorso 1° luglio con l’obiettivo di promuovere il dialogo, la pace e l’ascolto delle comunità locali.

L’incontro a Tortona e la firma della pergamena

L’arrivo in terra tortonese ha segnato un importante momento di condivisione per il progetto del camminatore. A commentare positivamente l’accoglienza ricevuta è stato lo stesso Daniele Ventola, che ha definito il primo cittadino di Tortona «una persona squisita che ha voluto anche firmare la pergamena con un messaggio di pace».

Questa firma si unisce a quelle che Ventola sta raccogliendo e custodendo in tre speciali pergamene. Durante i due mesi di tragitto attraverso Italia, Svizzera, Francia e Belgio, infatti, l’antropologo riceve i messaggi di speranza affidatigli da donne, uomini, bambini e rappresentanti delle istituzioni. Al termine del viaggio, i preziosi documenti saranno consegnati fisicamente all’ONU di Ginevra e al Parlamento Europeo a Bruxelles.

L’iniziativa nell’anno francescano: il percorso

Il cammino europeo per la pace si inserisce in un contesto storico e spirituale ben preciso: nasce infatti nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, patrono d’Italia e figura universale di dialogo tra i popoli in un mondo segnato da molteplici conflitti.

L’itinerario intreccia luoghi ricchi di storia, unendo i nodi della memoria collettiva europea attraverso quattro nazioni. Tra le tappe e i passaggi principali figurano:

  • La Basilica Papale, il Sacro Convento di San Francesco ad Assisi e il santuario francescano de La Verna sull’Appennino tosco-romagnolo.
  • Le pianure piemontesi, con le attese tappe a Tortona, seguite da Alessandria, Torino e Susa.
  • Il Moncenisio e Ginevra (sede delle Nazioni Unite).
  • La pianura belga di Waterloo e infine Bruxelles, cuore politico dell’Unione Europea.

Un invito alla scelta individuale: le parole del promotore

L’impresa di Ventola non è una semplice impresa sportiva. A spiegarne il significato più intimo è lo stesso promotore: «Non è una marcia. Non è una protesta. È un pellegrinaggio, che chiama chiunque — credenti di ogni confessione, agnostici e atei, appartenenti ad ogni corrente filosofica o politica — alla scelta della pace fondata sulla convinzione francescana: che l’uomo è un’unica cosa con tutte le cose e che la violenza nelle cronache e nelle nostre strade sono il riflesso della violenza tra le nazioni».

Il messaggio dell’antropologo si rivolge alla responsabilità di ognuno: «Per cui chiunque si trova di fronte alla stessa scelta: restituire ferita per ferita, paura per paura, oppure scegliere di interrompere quella catena. La pace è una scelta di posizionamento individuale: riguarda chi decidiamo di essere, non solo cosa facciamo».

Precisando il proprio approccio all’impresa, Ventola ha infine concluso: «Non percorrerò questa via con la pretesa di dover dimostrare qualcosa. Lo farò come terrestre, parte di questo Tutto che ci circonda e a cui apparteniamo. Raccoglierò i messaggi degli uomini, delle donne, dei bambini in tre pergamene: partiranno da Assisi, arriveranno a Bruxelles. Questo cammino è un invito — a ciascuno — a prendere una scelta di pace di fronte agli eventi».

Nell’immagine sotto la frase sulla pace scritta dal Sindaco Chiodi, un messaggio di un rappresentante di un’istituzione che si aggiunge ai numerosi messaggi già presenti nella speranza che altri sindaci possano fare altrettanto.