Nella serata di ieri, il Consiglio Comunale di Diano Marina ha approvato il nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) e le relative tariffe della Tassa sui Rifiuti (TARI) per l’anno 2026. Il provvedimento, necessario per garantire la sostenibilità del servizio, prevede un lieve adeguamento al rialzo delle bollette dovuto ai maggiori costi operativi generali. A pesare sulle tasche dei cittadini, in un sistema che per legge deve interamente autofinanziarsi, è anche la persistente maleducazione di chi abbandona i rifiuti indiscriminatamente sul territorio, generando costi di recupero e pulizia che ricadono inevitabilmente su tutta la comunità.
Il nuovo calcolo e i rincari contenuti
A illustrare la pratica in Consiglio Comunale è stato l’Assessore Luca Spandre, relatore del provvedimento. Per il prossimo quadriennio (2026-2029), il calcolo della TARI si baserà sul nuovo metodo stabilito da ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). L’obiettivo di questo sistema è duplice: da un lato semplificare le procedure e rendere le tariffe più flessibili, dall’altro incentivare fortemente la raccolta differenziata, vero e proprio elemento centrale per determinare i costi futuri.
L’Amministrazione ha dovuto prendere atto di un necessario, seppur contenuto, aumento della tassa. Tale variazione è stata dettata esclusivamente dall’incremento dei costi operativi incomprimibili, in particolare quelli legati ai carburanti e ai rinnovi dei contratti del personale addetto. Tuttavia, l’Ente è riuscito nell’intento di contenere i rincari, mantenendoli ampiamente al di sotto del limite massimo degli aumenti tollerati e fissati da ARERA.
Il costo dell’inciviltà in bolletta
Dietro le voci del bilancio si nasconde però un grave problema di decoro urbano che incide in modo diretto ed economicamente tangibile su tutti i cittadini: l’abbandono selvaggio dei rifiuti. Il servizio di igiene urbana, per precisa disposizione normativa, deve obbligatoriamente autofinanziarsi attraverso i proventi della tassa stessa.
Questo meccanismo legislativo significa che ogni intervento straordinario reso necessario dalla maleducazione e dall’inciviltà di chi lascia sacchetti e detriti per le strade, si traduce in un costo aggiuntivo a carico del Comune. Una spesa extra che finisce inesorabilmente per gravare sulle bollette della totalità dei cittadini onesti, vanificando in parte gli sforzi per il contenimento della tariffa.
Agevolazioni e tutele sociali automatiche
Nonostante la necessità di adeguare le tariffe, il nuovo Piano è stato strutturato per salvaguardare le fasce più deboli e per premiare i comportamenti virtuosi a tutela dell’ambiente. Nello specifico, sono state previste:
- Tutele sociali: una sensibile riduzione della quota per i nuclei familiari con un indicatore ISEE basso.
- Incentivi ambientali: sconti dedicati a chi fa utilizzo delle macchine “mangiaplastica” presenti sul territorio.
Un aspetto fondamentale e di forte semplificazione burocratica per l’utenza è che, in entrambi i casi, le riduzioni verranno riconosciute d’ufficio: i cittadini aventi diritto si vedranno applicare lo sconto in automatico, senza alcun bisogno di dover presentare apposita richiesta.


