C’è anche il talento di Luca Binotti, brillante studente originario di Frascaro in provincia di Alessandria, tra le eccellenze accademiche premiate all’Unione Industriali di Torino. Il giovane, proveniente dall’Università del Piemonte Orientale, ha ricevuto una delle ambite borse di studio conferite dalla Fondazione SIA ai migliori talenti italiani impegnati nei percorsi universitari scientifici, tecnologici, ingegneristici e matematici (STEM). Un riconoscimento prestigioso che celebra il merito e l’impegno di chi, dopo la laurea triennale, ha scelto di proseguire gli studi magistrali negli atenei del capoluogo piemontese.
Il successo di Luca Binotti e dell’Università del Piemonte Orientale
L’assegnazione dei riconoscimenti ha messo in luce le grandi capacità degli studenti formatisi sul territorio. Luca Binotti, originario del comune alessandrino di Frascaro, ha svolto il suo percorso triennale presso l’Upo e ha scelto di specializzarsi affrontando il corso di laurea magistrale in Informatica all’Università degli Studi di Torino.
Insieme a lui, a rappresentare l’eccellenza dell’Università del Piemonte Orientale, sono stati premiati anche altri due studenti che proseguiranno gli studi magistrali a Torino:
- Rebecca Dini, che ha indirizzato il proprio futuro verso il corso di Biologia.
- Stefano Raviola, che ha scelto di specializzarsi nel corso di Informatica – Reti e Sistemi Informatici.
I numeri dell’edizione: una selezione rigorosa da tutta Italia
La competizione per l’ottenimento del riconoscimento è stata altissima. La Fondazione SIA ha ricevuto oltre 500 candidature da studenti provenienti da 16 regioni e da ben 28 università italiane. Tra gli iscritti alla selezione, ben 200 ragazzi avevano già conseguito il massimo dei voti nel loro percorso di studi.
Le borse di studio distribuite sono state in totale 101. Tra i vincitori spicca una forte presenza locale, con quaranta studenti piemontesi provenienti dalle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara e Torino. Analizzando la provenienza accademica, 39 ragazzi arrivano direttamente dalle università della regione: 16 dal Politecnico di Torino, 20 dall’Università di Torino e 3 dall’Upo. Oltre a valorizzare il merito, l’edizione di quest’anno ha puntato fortemente sull’equità, destinando la metà delle borse a studentesse.
La Community STEM: Open Lab, progetti e solidarietà
Entrare a far parte dei premiati della Fondazione SIA significa anche accedere a un nuovo e stimolante ecosistema accademico e lavorativo. Da quest’anno i borsisti entrano nella “Community STEM”, uno spazio pensato per favorire la crescita professionale e creare connessioni concrete tra università, ricerca e impresa. Le opportunità per i ragazzi includono:
- Il Premio Marcella Novo, un riconoscimento destinato alla migliore idea articolata in un progetto d’innovazione.
- Gli Open Lab, ovvero un programma di visite e workshop presso i centri di ricerca e sviluppo delle aziende partner, per osservare l’applicazione concreta delle competenze nel mondo industriale.
- Il Forum Annuale dei Talenti, un momento di confronto in cui gli studenti e i rappresentanti delle aziende discuteranno le sfide tecnologiche, industriali e sociali del futuro.
A queste iniziative si aggiunge un forte valore etico legato alla solidarietà. Attraverso il modello “giving back”, i 101 studenti premiati metteranno a disposizione degli alunni delle scuole medie torinesi 40 ore annuali di insegnamento e assistenza.
Il supporto alle nuove generazioni: le voci dei promotori
A fare gli onori di casa durante la premiazione è stato Gianfranco Carbonato, presidente della Fondazione SIA, che ha ricordato il valore storico e morale dell’ente: “Fondazione SIA raccoglie i frutti del proprio patrimonio implementati da un’importante eredità di cui siamo orgogliosi per premiare gli studenti eccellenti”. “Valori che porteranno nelle università dove si avviano a concludere il loro percorso accademico e poi nelle imprese torinesi, piemontesi, italiane e di tutto il mondo”, ha sottolineato Carbonato. “L’impegno economico da parte nostra a sostegno della formazione scientifica e manageriale è costante, e rappresenta uno dei maggiori in Italia da parte di un soggetto privato. Vogliamo però fare crescere e coinvolgere anche tutti coloro che ancora non ci conoscono, mettendo a disposizione conoscenze e competenze”.
L’edizione 2026 ha visto anche l’importante ingresso, tra i sostenitori delle borse di studio, della Fondazione Compagnia di San Paolo, che si è affiancata a diverse aziende e privati (come Tosetti Value, SKF e Gruppo Intergea). Ezio Raviola, Membro del Comitato di Gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha spiegato i motivi di questa scelta: “La Fondazione Compagnia di San Paolo ha scelto di sostenere il potenziamento delle borse di studio Start STEM perché investire nelle competenze significa investire nello sviluppo delle persone e nella capacità delle comunità di affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo”.
“In un contesto segnato da una profonda transizione tecnologica – ha aggiunto Raviola –, le discipline STEM rappresentano una leva decisiva per comprendere il cambiamento, governarlo e trasformarlo in opportunità di innovazione, crescita e sviluppo sostenibile”. “Il nostro contributo rafforza un’iniziativa che negli anni ha dimostrato qualità, credibilità e una forte capacità di creare alleanze tra università, imprese e filantropia. Un modello che non si limita a valorizzare il merito, ma promuove il valore della responsabilità e della partecipazione dei giovani attraverso il volontariato in campo educativo”.



