Si è svolto oggi in Via Fieschi il primo incontro del tavolo tecnico organizzato dal Consiglio regionale e dal Corecom Liguria per combattere la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite sulle piattaforme digitali. L’obiettivo primario del vertice, nato per affrontare una problematica che annovera il revenge porn tra le sue forme più note, è stato quello di scambiare informazioni, procedure e dati utili ad analizzare il fenomeno e a valutare efficaci forme di contrasto e prevenzione.

Il ruolo delle istituzioni e i rischi dell’intelligenza artificiale

L’incontro ha visto la ferma presa di posizione delle massime cariche coinvolte, con l’auspicio che il confronto su una tematica così delicata possa proseguire costantemente nel tempo. Il presidente del Consiglio regionale, Stefano Balleari, ha posto l’accento sulla permanenza dei contenuti sul web e sui nuovi rischi tecnologici: «Una volta inviate, le immagini restano online e oggi l’intelligenza artificiale permette a chiunque di manipolare foto e video. Su questo tema siamo tutti chiamati a fare prevenzione. Ringrazio Carola Baruzzo per avere portato il tema in aula attraverso un ordine del giorno che tutti i consiglieri che hanno votato unanimemente, ringrazio il Corecom e tutti i presenti: questo tavolo è un momento fondamentale».

A tracciare i confini specifici del raggio d’azione è stato invece Manfredi Maglio, presidente di Corecom Liguria: «Parliamo di diffusione non lecita di immagini sessualmente esplicite perché non è detto che si tratti soltanto di revenge porn: alla base della diffusione possono esserci anche motivazioni diverse dalla vendetta e si può trattare di foto intime reali ma anche di manipolazioni».

Un fenomeno sommerso: l’impatto sulle vittime e la necessità di agire in fretta

Durante la riunione sono emerse diverse considerazioni allarmanti sullo stato attuale del fenomeno. I dati e le esperienze condivise confermano che si tratta di un reato ancora troppo poco denunciato e che, nella maggior parte dei casi, a farne le spese sono le donne. Gli esperti hanno ribadito come sia fondamentale intervenire tempestivamente per cercare di circoscrivere il più possibile la circolazione dei contenuti.

A chiarire la gravità della situazione è intervenuto Roberto Surlinelli, Direttore Tecnico Superiore della Polizia di Stato presso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Liguria. Surlinelli ha sottolineato come la diffusione non consensuale di immagini intime non debba assolutamente essere derubricata a una semplice imprudenza digitale o a un episodio privato finito male. Si tratta, al contrario, di una condotta che può incidere in modo profondo sulla dignità, sulla libertà personale, sulla riservatezza, sulla reputazione e, non da ultimo, sulla tenuta psicologica della persona lesa.

Tutti i partecipanti al tavolo tecnico

La gravità e la complessità del tema hanno richiesto un approccio multidisciplinare, riunendo attorno al tavolo diverse figure chiave della sicurezza, della giustizia e della tutela civile. All’incontro hanno infatti partecipato:

  • Francesco Cozzi (Difensore civico).
  • Guia Tanda (Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza).
  • Andrea Campanile (Garante delle vittime di reato).
  • Rocco Invernizzi (Consigliere regionale).
  • Rappresentanti della Procura della Repubblica.
  • Rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.
  • Rappresentanti della Polizia Postale.
  • Esponenti degli Ordini professionali di avvocati, psicologi e giornalisti.