Si conclude con risultati straordinari l’edizione 2026 di Acqui Terme Romana, il grande progetto culturale promosso dal Comune di Acqui Terme che, ancora una volta, ha dimostrato come la valorizzazione della storia e del patrimonio culturale possa trasformarsi in una concreta opportunità di sviluppo turistico, commerciale ed economico per l’intero territorio. Un modello fondato sulla sinergia tra cultura, turismo, commercio, scuola, associazionismo e valorizzazione enogastronomica, coerentemente con la missione originaria della rassegna di creare un sistema integrato capace di generare benefici diffusi per tutto il territorio acquese.
L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di oltre 70 realtà tra enti, scuole, associazioni, attività commerciali, strutture ricettive e soggetti del territorio, grazie anche al prezioso contributo di EGATO 6 e SISCOM, partner fondamentali di un percorso che continua a crescere anno dopo anno.
Tra gli elementi più innovativi e apprezzati dell’edizione appena conclusa spicca il progetto dedicato alla cucina dell’Antica Roma, che ha coinvolto oltre 30 attività ristorative cittadine in un vero e proprio laboratorio sperimentale diffuso.
Realizzato in collaborazione con il CFP Alberghiero di Acqui Terme, il percorso ha consentito a ristoranti, enoteche, bar e attività aderenti di studiare, reinterpretare e proporre piatti ispirati alle fonti storiche romane, valorizzando al tempo stesso i prodotti locali e creando nuovi abbinamenti con le eccellenze vitivinicole del territorio.
Guardando ai prossimi mesi, l’Amministrazione Comunale conferma la volontà di consolidare e ampliare ulteriormente il progetto.
“In queste settimane sono in fase di registrazione e analisi tutti i dati relativi al successo dell’edizione 2026” dichiarano il Sindaco Danilo Rapetti Sardo Martini e l’Assessore alla Cultura, Turismo e Pubblica Istruzione Michele Gallizzi. “L’obiettivo è comprendere sempre meglio l’impatto delle iniziative realizzate e utilizzare questi risultati per migliorare ulteriormente il format. Da questa edizione Acqui Terme Romana inaugura ufficialmente una progettazione continua, con iniziative distribuite lungo tutti i dodici mesi dell’anno. Non più soltanto un evento, ma un vero e proprio brand culturale permanente capace di generare valore, conoscenza, turismo e nuove opportunità per il territorio.”
Un’esperienza che non si esaurisce con la manifestazione ma che apre nuove prospettive per la ristorazione acquese.
“Acqui Terme Romana ha dimostrato come la cultura possa diventare un potente strumento di sviluppo economico e promozione territoriale” dichiarano dall’Associazione Acqui 3B Vibes, che ha coinvolto le attività commerciali e ristorative cittadine nell’evento. “L’esperienza dei menù romani proposto da oltre trenta attività ha creato una proposta originale e identitaria. È stato un laboratorio concreto che ha permesso di sperimentare nuove offerte gastronomiche, nuove collaborazioni e nuovi modi di raccontare il territorio ai visitatori. La cultura, quando viene condivisa e vissuta, genera valore per tutti.”
Grande soddisfazione anche da parte dell’Associazione Albergatori di Acqui Terme, che sottolinea il valore strategico del progetto per il settore dell’ospitalità.
“Progetti come Acqui Terme Romana rappresentano un’opportunità fondamentale per l’intero comparto turistico” dichiara Monica Volante Presidente Associazione Albergatori. “I visitatori non cercano più soltanto una destinazione, ma esperienze autentiche e contenuti culturali capaci di rendere unico il soggiorno. La sfida oggi è costruire una programmazione capace di generare attrattività durante tutto l’anno e Acqui Terme Romana si sta dimostrando uno degli strumenti più efficaci per raggiungere questo obiettivo.”
Un ruolo centrale è stato svolto anche dal mondo del vino, protagonista di un dialogo sempre più stretto tra storia, territorio ed enogastronomia grazie alla collaborazione con i Consorzi per la valorizzazione del Brachetto e Asti DOCG.
“Progetti come Acqui Terme Romana rappresentano un esempio virtuoso di come sia possibile mettere in relazione il patrimonio storico e culturale con la nostra identità enogastronomica” dichiara Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui. “Il vino è parte integrante della storia di questo territorio e iniziative di questo tipo permettono di raccontarlo in maniera coinvolgente, creando nuove occasioni di conoscenza, promozione e valorizzazione delle nostre produzioni. La collaborazione tra cultura, turismo e vino è una strada strategica per il futuro.”
L’edizione 2026 conferma così la vocazione di Acqui Terme Romana come progetto culturale integrato e continuativo, capace di unire divulgazione scientifica, valorizzazione archeologica, partecipazione della comunità, promozione commerciale e sviluppo turistico in una visione condivisa di crescita del territorio. Un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative, nuove collaborazioni e nuovi strumenti per raccontare, attraverso la storia di Aquae Statiellae, il futuro di Acqui Terme.
Sul sito www.acquitermeromana.it e sulle pagine social @aquitermeromana è possibile seguire tutti gli aggiornamenti
Un momento particolarmente suggestivo del fine settimana rievocativo è stato l’arrivo ad Aquae Statiellae dell’Imperatore Domiziano, una ricostruzione storica di grande impatto culturale ed emotivo che ha coinvolto quasi un centinaio tra figuranti locali e rievocatori provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al lavoro di coordinamento e selezione dei gruppi storici curato da Bettina Winkler, affiancato dalla partecipazione attiva dei cittadini che hanno preso parte al percorso di formazione teatrale diretto da Paolo La Farina, con il supporto di Francesca Pietralia e Giampiero Cassero di IRSAC per la gestione e valorizzazione del patrimonio di abiti storici. Ad arricchire la rappresentazione, l’esibizione di acrobatica storica proposta dalle atlete dell’ASD Artistica 2000, che hanno saputo unire eleganza, tecnica e spettacolarità.
Nel pomeriggio il corteo imperiale ha fatto il suo ingresso in città accompagnato dai gruppi di rievocazione storica Vipsania Aegeria, Civiltà Romana – Roma, Colonia Iulia Fanestris – Fano, Cohors III Praetoria Cisalpina – Milano e Ludi Scaenici – Viterbo, dando vita a una delle immagini più iconiche dell’intera manifestazione.
La scelta di rappresentare il passaggio dell’Imperatore Domiziano ad Aquae Statiellae non è frutto di fantasia, ma si fonda su una precisa evidenza archeologica. Il transito dell’imperatore è infatti storicamente attestato dal ritrovamento di una borchia metallica iscritta, reperto che testimonia la presenza della corte imperiale nel territorio acquese e che ha costituito il punto di partenza per la ricostruzione dell’evento.
Con il calare della sera, la città ha assunto un’atmosfera ancora più suggestiva. Centinaia di lumini, distribuiti gratuitamente attraverso le attività commerciali aderenti, hanno illuminato vie e piazze del centro storico, mentre in Piazza della Bollente l’accensione dei fuochi rituali ha regalato ai presenti uno scenario di grande fascino evocativo. Un momento reso possibile grazie alla preziosa collaborazione della Protezione Civile e dell’Associazione Acqui 3b Vibes, che ha garantito il coordinamento operativo e la gestione in sicurezza dell’intera iniziativa, trasformando il cuore di Acqui Terme in una scenografia capace di riportare cittadini e visitatori indietro di duemila anni.
Le ricostruzioni scientifiche delle celebrazioni rituali sono state condotte da Gualtiero La Fratta.
La narrazione è stata affidata a Samuela Mattarella e al Dott. Germano Leporati curatore del Sistema Museale della Città di Acqui Terme.




