C’è chi di fronte alle avversità si arrende, e chi invece decide di costruire una bicicletta a quattro ruote, caricare il proprio cane e pedalare verso l’altro capo del mondo. È la straordinaria impresa di Paolo Aurelia Puccini, 65 anni, originario di Roma ma da molto tempo residente a Tortona, dove in passato ha gestito tre bar e organizzato diverse manifestazioni. Dal 1° marzo di quest’anno, Paolo ha lasciato il Piemonte per un viaggio di quasi 20 mila km. epico e solitario (se non per la fedele compagnia del suo cane Jack) con un’unica e lontanissima meta: Singapore.

Un mezzo unico al mondo: 8 mesi di lavoro

Il mezzo con cui Paolo sta affrontando questa titanica traversata è un pezzo unico, letteralmente costruito con le sue mani. Si tratta di uno speciale quadriciclo (una bicicletta a quattro ruote) che unisce la forza dei pedali all’energia pulita: sulla parte anteriore è infatti montata una vistosa e ingegnosa tettoia composta da pannelli solari.

Nella parte posteriore, il veicolo è agganciato a un carrello logistico che funge da vera e propria “casa mobile”. Come si può osservare nei dettagli delle immagini la struttura si solleva e si trasforma in una tenda, creando un comodo riparo per trascorrere la notte. Per progettare e assemblare questo veicolo, Paolo ha impiegato ben otto mesi di lavoro incessante.

La rotta verso Est e la TV polacca

La rotta scelta per arrivare a Singapore nel giro di circa un anno e mezzo non è delle più semplici, ma è certamente affascinante. Dopo aver superato i confini italiani, il tragitto prevede l’attraversamento di nazioni come Polonia, Estonia, Russia e Kazakistan, per poi scendere verso il Sud-Est asiatico.

L’impresa ha già iniziato a suscitare grande curiosità oltre confine: attualmente Paolo si trova in Polonia, dove il suo singolare passaggio non è sfuggito ai media locali, tanto da essere stato intervistato dalla televisione nazionale polacca, che ha persino elaborato e trasmesso una grafica del suo incredibile itinerario.

Un’impresa senza sponsor, sostenuta dalla solidarietà

Quanti chilometri siano in totale, non lo sa con esattezza neppure lui. Le variabili sono infinite e dipendono dal meteo, dai visti e dalle pendenze. Ciò che è certo è che Paolo sta affrontando tutto questo senza l’aiuto di grandi sponsor.

Il viaggio è interamente autofinanziato: prima di partire ha venduto le sue cose per raccogliere fondi, e attualmente si appoggia unicamente al supporto della rete tramite due raccolte fondi attive sui social (sulla sua pagina Instragram Vagabondaquad e su quella facebook “VagabondaQuad”), una destinata alle spese di viaggio e una dedicata specificamente alle necessità del fedele Jack. Nonostante qualche traversia – come il furto di un costoso e caldissimo sacco a pelo subito lungo la strada – l’avventura prosegue, alimentata dalla straordinaria generosità e dall’affetto delle persone che Paolo incontra ogni giorno sulla sua strada.

Una tragitto di circa 20 mila km.

Il tragitto mostrato nell’immagine rappresenta un lunghissimo viaggio via terra dall’Italia a Singapore, con diverse deviazioni significative rispetto a un percorso diretto.

Analizzando il percorso sulla mappa:

  1. Parte dall’Italia e sale verso l’Europa dell’Est (Slovacchia, Polonia).
  2. Fa una grande deviazione verso nord fino all’Estonia.
  3. Attraversa un lungo tratto di Russia e Kazakistan.
  4. Percorre la Cina da nord-ovest a sud.
  5. Scende attraverso il Sud-est asiatico (Vietnam, Thailandia, Malesia) per terminare a Singapore.

Un viaggio via terra dall’Europa a Singapore copre generalmente circa 15.000 – 16.000 km nelle varianti più dirette. Tuttavia, a causa dell’ampia deviazione verso nord (fino all’Estonia) e dell’attraversamento completo dell’Asia Centrale e Orientale mostrato in questa specifica mappa, la distanza stradale è notevolmente maggiore.

Approssimativamente, un percorso del genere si aggira tra i 18.000 e i 22.000 chilometri, a seconda delle strade specifiche utilizzate all’interno di ogni nazione.

L’intervista

Oggi pomeriggio pubblicheremo un lunga intervista a paolo sulle difficoltà del suo viaggio e i dettagli di quella va molto oltre una semplice avventura. Un modo per ritrovare se stessi, confrontarsi con la realtà, e tanti altri aspetti che lui stesso spiegherà.