A Tortona un privato cittadino ha provveduto a regolarizzare a proprie spese una modifica strutturale non autorizzata effettuata alla sua proprietà oltre trent’anni fa. Il Settore Territorio e Ambiente del Comune ha infatti gestito ed evaso la pratica di sanatoria presentata dal proprietario dell’immobile, incassando la relativa sanzione per un intervento che venne eseguito nel 1994 in difformità dai titoli abilitativi.

Le opere oggetto di sanatoria

L’intervento abusivo, ora definitivamente regolarizzato, riguarda un immobile di proprietà privata situato nel territorio comunale tortonese. Nello specifico, le opere eseguite autonomamente all’epoca consistevano nel cambio di destinazione d’uso di un locale, trasformato da semplice ripostiglio a box auto, con un annesso ampliamento della struttura.

I documenti comunali attestano che questa modifica, realizzata in assenza della necessaria autorizzazione, risale storicamente al 31 marzo 1994.

L’iter burocratico e il pagamento al Comune

Il percorso per rimettere in regola il fabbricato è stato avviato volontariamente il 9 aprile 2026, quando il titolare dei diritti sull’immobile ha presentato l’apposita istanza di sanatoria tramite il sistema informatico MUDE Piemonte.

La pratica è stata prontamente presa in carico ed esaminata dalla Commissione Edilizia, che nella seduta del 28 aprile 2026 ha espresso parere favorevole. Il via libera è stato possibile poiché gli uffici tecnici comunali hanno accuratamente verificato che i lavori, seppur eseguiti a suo tempo senza i dovuti permessi, risultano tecnicamente conformi ai parametri della disciplina urbanistica, rispettando sia le normative attuali sia quelle vigenti all’epoca della realizzazione.

A seguito dei meticolosi controlli sui conteggi da parte del Servizio Edilizia Privata (con l’architetto Claudio Bocca in qualità di Responsabile del Procedimento), l’Ente ha quindi applicato la sanzione pecuniaria totale prevista dalla legge a carico del cittadino. L’iter si è concluso con successo lo scorso 10 giugno 2026, data in cui il richiedente ha versato l’intero importo dovuto tramite il sistema PagoPa, permettendo al Comune di incamerare la somma e chiudere definitivamente questo capitolo.