Novi Ligure, 3 giugno 2026 – Si è svolta con uno straordinario successo di pubblico e una profonda partecipazione istituzionale e cittadina l’inaugurazione del progetto “Panta Rei”, che ha visto l’attivazione della prima “Stanza del Sollievo” presso l’ospedale di Novi Ligure. L’iniziativa, destinata a diventare una best practice replicabile a livello interaziendale e regionale, segna una svolta fondamentale nel percorso di accoglienza e umanizzazione delle cure per i pazienti più fragili all’interno delle aree di emergenza-urgenza.
L’allestimento di questo spazio protetto, dedicato alla gestione dei pazienti fragili e dei pazienti in prossimità del fine vita, è stato reso possibile grazie alla generosa donazione della Società Curtis Nova Consulting S.r.l. di Novi Ligure, che ha sostenuto la realizzazione dell’opera muraria e dell’allestimento fotografico della stanza, mediante utilizzo di immagine gentilmente concessa dal Prof. Pietro Ruffini.
Al taglio del nastro hanno preso parte il Sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, l’assessore regionale Enrico Bussalino, il Direttore Generale ASL AL Francesco Marchitelli, il Direttore Sanitario, Luigi Rossi e la Dott.ssa Ermelinda Martuscelli, Direttore del Dipartimento Strutturale Emergenza e Urgenza, a testimonianza del forte valore corale e multidisciplinare dell’opera. Presente all’evento anche l’Ing. Giovanni Castellani, Presidente di Curtis Nova Consulting S.r.l.
Il progetto “Panta Rei”, promosso e coordinato dalla Dott.ssa Roberta Virtuani, Direttore della SC MECAU (Medicina d’Emergenza e Urgenza) dell’Ospedale di Novi Ligure e del Pronto Soccorso di Tortona, nasce dalla necessità stringente di garantire spazi protetti, riservati e dignitosi all’interno dei Pronto Soccorso. Si rivolge a persone in situazioni di estrema vulnerabilità: pazienti affetti da patologie croniche e invalidanti in fase terminale o prossimi al fine vita, malati che necessitano di supporto palliativo o sedazione profonda di emergenza, ma anche minori, anziani con decadimento cognitivo e vittime di violenza.
La “Stanza del Sollievo” è stata strutturata come un’area tranquilla e protetta, rigorosamente riparata dal flusso frenetico delle normali attività del Pronto Soccorso. L’ambiente è stato profondamente umanizzato attraverso arredi confortevoli (tra cui poltrona e letto da degenza forniti dall’Asl Al), illuminazione soffusa e decorazioni rassicuranti per favorire un clima di serenità e intimità. Lo spazio consente inoltre la permanenza e il pernottamento dei familiari, garantendo al contempo un supporto multidisciplinare che integra cure palliative, assistenza psicologica e spirituale. L’attivazione a Novi Ligure, insieme a quella del Presidio di Tortona, rappresenta il progetto pilota della rete ospedaliera dell’Asl Al, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello agli altri presidi aziendali.
L’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, ha espresso grande soddisfazione: «L’umanizzazione delle cure nei contesti di emergenza-urgenza rappresenta da anni una priorità strategica per la nostra Regione. Questo progetto risponde perfettamente alle linee programmatiche piemontesi in tema di accoglienza e continuità assistenziale, integrando la gestione clinica con il benessere emotivo e psicologico dei pazienti. La risposta del territorio all’inaugurazione odierna dimostra quanto la comunità senta il bisogno di una sanità che non sia solo efficiente, ma anche profondamente umana ed empatica. Strutture come questa restituiscono dignità ai momenti più difficili e tracciano la strada per il futuro dei nostri ospedali».
Il Direttore Generale dell’Asl Al, Francesco Marchitelli, ha sottolineato lo sforzo corale dietro la realizzazione della stanza: «L’attivazione della Stanza del Sollievo è il risultato tangibile di un piano organico di miglioramento strutturale e relazionale che Asl Al sta portando avanti con determinazione. Mettere il paziente al centro significa comprendere che la cura non si ferma all’aspetto tecnico-clinico. Con risorse umane, logistiche e tecnologiche interamente fornite dall’Azienda e grazie alla direzione delle professioni sanitarie, dell’ufficio tecnico e dei dipartimenti, siamo riusciti a riconvertire uno spazio esistente trasformandolo in un luogo di vera accoglienza e compassione. Vogliamo ridurre le distanze tra medici e cittadini, migliorando la qualità percepita delle cure e azzerando la freddezza dei setting ospedalieri tradizionali».
La Dott.ssa Roberta Virtuani, Direttore della SC MECAU e coordinatrice del progetto, ha spiegato il cuore della proposta: «Il DEA è per definizione il luogo dell’urgenza, ma il personale sanitario ha il dovere etico e professionale di saper accogliere e assistere con modalità relazionali efficaci anche chi sta affrontando il fine vita o l’elaborazione del lutto. La stanza “Panta Rei” offre una risposta versatile a queste fragilità trasversali: è un luogo riparato dal caos dove controllare la sofferenza, garantire la privacy clinico-forense alle vittime di violenza in attesa di trasferimento o permettere ai familiari di stringersi attorno ai propri cari in un ambiente accogliente. Il Pronto Soccorso non deve più essere considerato un luogo non idoneo per il fine vita, ma una struttura capace di garantire dignità e sollievo fino all’ultimo istante».




