Giovedì 23 aprile si è svolto il secondo incontro pubblico di Tortona va in Bici, il collettivo nato per promuovere la realizzazione di una rete ciclabile urbana condivisa, progettata con il contributo diretto dei cittadini. 

Ad aprire l’incontro è stata Linda Ravazzano, che ha salutato e ringraziato per la partecipazione le cittadine ed i cittadini presenti, annunciando la possibilità di aderire al Comitato Tortona va in Bici. Nel solo pomeriggio di Giovedì sono state già raccolte più di 50 adesioni.

Chi vuole entrare a far parte del comitato può scrivere a tortonavainbici@gmail.com oppure partecipare ai prossimi incontri pubblici.

È stata Roberta Ravazzano ad illustrare la prima proposta di tracciato ciclabile già presentata a febbraio e pensata come base di partenza per il progetto collettivo. «Questa proposta – ha spiegato – non è un progetto definitivo, ma uno strumento aperto ai contributi di tutti. L’obiettivo è avviare un processo di progettazione partecipata che porti alla definizione di una rete ciclabile realmente condivisa». 

Proprio per avviare un dialogo con le istituzioni, è stata formalizzata la nascita del Comitato “Tortona va in Bici”. La Regione Piemonte sta infatti stanziando fondi regionali dedicati alla rigenerazione urbana, come ad esempio il programma “Città Rigenerative”, che mette a disposizione 30 milioni di euro per interventi legati alla sostenibilità, tra cui piste ciclabili, scuole “car free” e riforestazione urbana nei Comuni piemontesi. Per città come Tortona, i finanziamenti potrebbero arrivare fino a 2 milioni di euro, con una copertura al 90% delle spese. 

Carolina Pilotti, che segue il Comitato sul piano giuridico, ha chiarito il ruolo e la natura del nuovo organismo: «Il comitato nasce per riunire le istanze dei cittadini che desiderano una città più sostenibile, dando loro una voce più forte nel dialogo con le istituzioni». L’adesione è gratuita e aperta a tutti. Il comitato Tortona va in bici si distingue perché non ha finalità di raccolta fondi, ma di rappresentanza e partecipazione civica. L’atto costitutivo è consultabile pubblicamente e sono previsti incontri annuali, con un’impostazione aperta a suggerimenti e contributi.

A portare un esempio concreto di partecipazione efficace è stato Dino Antonelli, che ha ricordato l’esperienza del comitato Smart Land, nato nel 2016 per promuovere la pista ciclabile tra Viguzzolo e Tortona. «All’inizio c’era molta incertezza – ha raccontato – ma con il tempo siamo riusciti a costruire una proposta condivisa, raccogliendo 1.500 firme. Quando i cittadini si organizzano e presentano proposte chiare, le istituzioni ascoltano». Un modello che dimostra come l’attivazione dal basso sia non solo possibile, ma già praticata con successo.

La progettazione partecipata affonda le sue radici nella tradizione urbanistica italiana, come ricordato durante l’incontro: già negli anni ’70, l’architetto Giancarlo De Carlo promuoveva il coinvolgimento diretto dei cittadini nella progettazione degli edifici e degli spazi pubblici. Un principio oggi più che mai attuale, che punta a rendere le città più vivibili e rispondenti ai bisogni reali di chi le abita.

A sottolineare le sfide del progetto è stato Claudio Cheirasco, referente locale FIAB, che ha evidenziato la complessità degli interventi in ambito urbano rispetto a quelli extraurbani. «Realizzare una pista ciclabile in città significa ripensare lo spazio pubblico in modo più radicale», ha spiegato. Il progetto attuale prevede circa 5,4 chilometri di rete ciclabile: un obiettivo importante, che richiederà tempo, competenze e collaborazione. 

L’incontro si è concluso con  una serie di tavoli tematici. I partecipanti hanno potuto ritirare, con le spiegazioni di Davide Muratore, il kit per la progettazione partecipata. Sono state inoltre raccolte le prime manifestazioni di interesse per sperimentazioni di Bicibus nelle scuole cittadine. 

Un primo passo concreto verso la costruzione di una città più sostenibile, inclusiva e a misura di bicicletta.