Oltre trenta persone, venerdì pomeriggio scorso, si sono riunite alla Biblioteca Civica di Tortona per parlare di mobilità ciclabile. È stato il primo incontro pubblico di “Tortona va in Bici”, la community che punta a costruire dal basso un progetto condiviso per dotare la città di una vera rete ciclabile.
In un’ora e mezza di confronto, serrato ma costruttivo, gli organizzatori hanno presentato obiettivi, dati raccolti e soprattutto una proposta concreta.
A rompere il ghiaccio è stata Roberta Ravazzano, giovane architetta tortonese, che ha illustrato il progetto di massima: 5,4 chilometri di collegamenti ciclabili protetti capaci di attraversare la città e unire scuole, servizi pubblici, parchi, impianti sportivi e luoghi di interesse culturale.
Un tracciato modulare, pensato per essere realizzato in più fasi e che vuole seguire le più recenti linee guida della Regione Piemonte in materia di pianificazione ciclabile. Non un’idea generica, dunque, ma una base tecnica già impostata su criteri normativi chiari.
Dopo la visione progettuale è stato dato spazio ai numeri. Linda Ravazzano ha presentato i risultati del questionario lanciato a novembre: 120 compilazioni in tre mesi. Tra gli intervistati, il 75% utilizzerebbe sicuramente la rete ciclabile, il 23% risponde che dipende da dove passa e come viene realizzata e solo il 2% non la utilizzerebbe affatto. Questi dati fanno riflettere, soprattutto perché più della metà degli intervistati oggi usa poco o mai la bicicletta in Tortona. Un segnale incoraggiante, che fotografa una città interessata a muoversi in bicicletta in modo sicuro e disposta anche a mettersi in gioco nella progettazione partecipata. Il questionario resta aperto online (https://forms.gle/wUs8UbPgTUAjpsZS7) per ampliare ulteriormente la base di contributi.
È quindi intervenuto Claudio Cheirasco, referente di FIAB Tortona sezione Malabrocca, realtà che ha aderito e sostenuto fin da subito l’iniziativa. Una rete ciclabile rappresenta il presupposto minimo per consentire spostamenti in sicurezza anche a chi non ha particolare confidenza con il mezzo a due ruote.
Avere pronto un progetto già strutturato e condiviso, inoltre, offre un vantaggio strategico nell’accesso ai sempre più frequenti bandi pubblici per infrastrutture ciclabili: aumenta il punteggio in fase di valutazione e consente di evitare progettazioni affrettate e potenziali criticità realizzative.
La parte forse più viva dell’incontro è arrivata quando ai partecipanti è stato consegnato il foglio con il tracciato di massima. Da lì si è aperta una discussione ampia, concreta, a tratti appassionata. Tra i temi emersi anche quello del collegamento ancora assente tra Tortona e Rivalta Scrivia: una frazione che ospita non solo l’hub logistico dell’Interporto, ma anche il palazzetto dello sport, che presto diventerà cittadella dello sport, e l’abbazia medievale di Rivalta. A riguardo, Davide Schiavi di ‘Tortona va in Bici’ è intervenuto precisando che il tracciato proposto ha come obiettivo prioritario quello di collegare le aree urbane di Tortona e quindi non prevede attualmente l’estensione fino alla Cittadella e alla logistica, che comporterebbe difficoltà tecniche e l’impiego di ingenti risorse per il superamento del torrente Scrivia. La Community, tuttavia, rimane aperta a discutere del tema anche nei prossimi incontri e a sviluppare una rete ciclabile predisposta a questo futuro collegamento.
A chiudere i lavori è stato Dino Antonelli, socio FIAB e già membro del Comitato Smart Land, promotore del collegamento ciclopedonale per Viguzzolo. Il suo intervento ha riportato alla memoria un’esperienza che inizialmente sembrava ambiziosa, forse persino utopica, e che invece è diventata realtà. Anche in quel caso un’iniziativa dal basso riuscì a ottenere attenzione e sostegno politico, fino alla realizzazione di un collegamento oggi utilizzato quotidianamente per muoversi tra Tortona e Viguzzolo in sicurezza, a piedi o in bicicletta.
Il messaggio finale della serata non è stato solo tecnico o amministrativo, ma culturale: la mobilità ciclabile non è un dettaglio, ma un modo diverso di pensare la città. E, a giudicare dalla partecipazione, Tortona sembra pronta a discuterne seriamente.





