Si è conclusa con grande partecipazione la prima edizione de I Paesaggi delle Caselle, progetto culturale ideato e promosso da Wepesto APS, in collaborazione col Comune di Diano Marina, l’Istituto Internazionale di Studi Liguri e il MARM, per valorizzare il patrimonio rurale in pietra dell’entroterra ligure, spesso silenzioso ma profondamente identitario.
La giornata inaugurale di ieri, al Palazzo del Parco di Diano Marina, si è aperta con una mostra interattiva dedicata a tre declinazioni della pietra a secco: caselle, neviere e fornaci da calce. Fondamentale il contributo degli studenti del corso di Chimica e dei Materiali del Polo Tecnologico imperiese – Davide Matis, Fares Mosbah e Faissal Bordon coordinati dai loro docenti Prof. Gian Luigi Puleo, Prof. Daniele Solazzo e Prof. Andrea Rinaldi – che hanno accompagnato visitatori e curiosi in un’esperienza immersiva tra paesaggi e architetture rurali. Grazie ai brevi documentari e ai visori Meta con video a 360°, il pubblico ha potuto esplorare dall’interno i luoghi della pietra, vivendo panorami e strutture spesso poco conosciute ma di straordinario valore storico e paesaggistico.
Nel pomeriggio si sono susseguiti gli interventi dei relatori, con una partecipazione attenta e sentita. Nonostante un prolungamento di oltre un’ora rispetto ai tempi previsti, il pubblico è rimasto fino alla conclusione dei lavori: un segnale chiaro dell’interesse e del coinvolgimento generato dall’iniziativa.
A chiusura della conferenza, un momento conviviale ha riportato la riflessione alla dimensione quotidiana del paesaggio, con gusto. I sommelier della FISAR hanno accompagnato i partecipanti nella merenda dei campi, rievocando la cultura enogastronomica legata a ciò che si mangiava durante il lavoro nei terrazzamenti. Trai protagonisti la striscia, le verdure ripiene, le carpasine (pan d’Orzu) e i pan de fighe, a base di fichi secchi, simboli di un’alimentazione essenziale ma profondamente radicata nel territorio. Un momento che ha unito racconto, gusto e memoria.
La seconda giornata – quella di oggi – ha portato l’evento sul territorio, a Bestagnolo, con circa 50 partecipanti. Qui i fratelli Stefano, Andrea e Mauro Viale hanno raccontato e mostrato il lavoro straordinario di ricostruzione di un versante monumentale in pietra a secco, una vera e propria “Macchu Picchu del Ponente Ligure”. L’escursione è stata accompagnata dalla GAE Luca Patelli e dagli asini da soma della fattoria didattica Zollamania, rafforzando il legame con la dimensione rurale e con la fatica antica che ha modellato il paesaggio. Durante la visita, studiosi, relatori e costruttori, i fratelli Viale, hanno condiviso riflessioni che hanno posto le basi per un futuro ecomuseo del paesaggio in pietra, capace di connettere ricerca, divulgazione e fruizione consapevole.
Tutti i volontari di Wepesto APS ringraziano il Comune di Diano Marina, l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, il Museo Civico di Diano Marina MARM, la Regione Liguria, i Comuni inervenuti, le istituzioni e le attività collaboratrici che hanno reso possibile e partecipato all’iniziativa.
I Paesaggi delle Caselle non è un episodio isolato. È la continuazione di studi e ricerche avviati decenni fa da studiosi lungimiranti del territorio, oggi rilanciati in chiave contemporanea attraverso strumenti digitali, esperienze immersive e momenti di confronto pubblico. Ma è anche una proiezione verso il futuro. Il paesaggio in pietra non è soltanto memoria: è una risorsa culturale e identitaria capace di dialogare con il tessuto economico locale. Cultura, outdoor, turismo consapevole e valorizzazione del territorio possono convergere in un modello di sviluppo sostenibile e distintivo per l’entroterra e per il mare che lo sfiora.
L’amministrazione di Diano Marina ha accolto e supportato questa iniziativa con grande piacere e un profondo senso di orgoglio. In apertura di convegno, il Sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi, ha dichiarato: “Le caselle non sono semplici costruzioni, ma vere e proprie testimonianze silenziose di una civiltà contadina che, con ingegno e fatica, ha saputo modellare il nostro paesaggio per secoli, creando un equilibrio armonioso tra uomo e natura. Questo evento è un’occasione per guardare al futuro, riflettendo sui temi dello sviluppo rurale, del recupero dei luoghi abbandonati e della promozione di un turismo sostenibile che sappia valorizzare l’entroterra ligure, spesso meno conosciuto ma ricco di storia, tradizioni e paesaggi unici”. Sempre nel pomeriggio di sabato 21 febbraio l’Assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Piana, ha sottolineato come “I Paesaggi delle Caselle” siano un’occasione per riaffermare il valore dell’entroterra e della sua identità. “Le caselle, i muretti a secco e i terrazzamenti raccontano la storia di una Liguria operosa, capace di modellare il paesaggio con rispetto e intelligenza. Come Regione crediamo che la tutela del paesaggio rurale sia una scelta strategica per il futuro: significa prevenire il dissesto, sostenere l’agricoltura, creare opportunità per i giovani e rendere le aree interne più attrattive. Grazie al sindaco Cristiano Za Garibaldi e l’Amministrazione comunale di Diano Marina per la sensibilità dimostrata verso iniziative che valorizzano il nostro patrimonio culturale e paesaggistico”.
La strada tracciata da Wepesto continuerà ad essere battuta, a sostegno della storia e della cultura, ma anche come valore concreto per chi abita, lavora e investe in questo paesaggio unico. L’organizzazione ringrazia tutte le realtà che hanno collaborato, garantendo la buona riuscita dell’iniziativa: Veggia Dian, Fontanacota, Tèra de Prie, Caffè il Chicco, Vivaio Arimondo, Pane di Oz, Ordine Interprovinciale dei Chimici e dei Fisici della Liguria, Polo Tecnologico Imperiese, Hotel Caravelle, Tipografia Damonte, Ponente Experience.



