Che cosa distingue il Perosi Festival, con la sua anteprima e l’edizione autunnale a Tortona, dalle altre rassegne di musica classica in Italia e nel mondo? La risposta è giunta questa sera, domenica 8 novembre, tra le navate della Cattedrale durante l’esecuzione della Messa da Requiem composta da Lorenzo Perosi nel 1903 per la morte di papa Leone XIII. A rivelare l’unicità dell’opera è stata la straordinaria sequenza del Dies Iræ, un capolavoro di altissima levatura musicale ed emotiva capace di toccare profondamente il folto pubblico presente. Una serata speciale, nobilitata dalla magistrale direzione di Monsignor Valentino Miserachs Grau alla guida del Guillou Consort, che ha regalato alla città una pagina indimenticabile di arte e spiritualità.

L’emozione del Dies Iræ: il vertice dell’arte perosiana

Il cuore della serata è coinciso con il brano che più di ogni altro definisce l’originalità e la forza dell’opera di Lorenzo Perosi:

  • una composizione nata in sole quattro ore e senza correzioni, scritta di getto subito dopo la scomparsa del Pontefice, che conferma la grandezza assoluta del genio perosiano;
  • il netto contrasto emotivo tra la sequenza e il resto dell’impalcatura liturgica (dal Kyrie all’Offertorio, dal Sanctus e Benedictus all’Agnus Dei), percepito con chiarezza anche dai neofiti;
  • la profondità di un testo cantato in latino che, riscoperto nella traduzione italiana, rivela un pathos drammatico straordinario;
  • le origini storiche delle parole attribuite a Tommaso da Celano (circa 1190 – circa 1260), frate minore e primo biografo ufficiale di san Francesco d’Assisi, testo tradizionalmente impiegato nelle messe da requiem e in seguito reso facoltativo;
  • la costruzione musicale della Missa pro defunctis a sei voci, rimasta per decenni il modello ufficiale per le esequie papali in Vaticano fino ai novendiali di papa Giovanni XXIII nel 1963;
  • la progressione dinamica travolgente voluta da Perosi: il ritmo incalzante delle prime strofe a descrivere il terrore cosmico e l’ineluttabilità del giudizio, per poi mutare registro espressivo

Che cos’è il Dies Iræ

Chi mastica musica lirica “a cappella” come gli appassionati lo sanno benne, ma stasera la cattedrale era piena di gente e non crediamo fossero in molti a capire l’importanza di questo passaggio. Nella liturgia funebre della Chiesa cattolica la messa da requiem non prevede né il Gloria né il credo, ma prima del Vangelo (fino al 1969 poi diventato facoltativo) prevedeva il Dies Iræ cioé il Giudizio Universale, un testo che Perosi trasforma in qualcosa di sublime e magnifico. Di seguito la traduizione in italiano: Giorno dell’ira, quel giorno dissolverà il mondo in cenere: come testimoniano Davide e la Sibilla!

Quanto terrore vi sarà, quando il Giudice verrà a vagliare ogni cosa con rigore! La tromba, spargendo un suono mirabile tra i sepolcri delle terre, radunerà tutti davanti al trono. Morte e natura si sbalordiranno, quando risorgerà il creato per rispondere al Giudice. Sarà mostrato il libro scritto, nel quale è racchiuso tutto, in base al quale il mondo sarà giudicato. Quando dunque il Giudice siederà, ogni cosa nascosta si paleserà: nulla rimarrà impunito. Che cosa potrò dire io, misero, allora? Quale patrono invocherò, se a stento il giusto sarà al sicuro? Re di tremenda maestà, che salvi gratuitamente chi è degno di salvezza, salva me, fonte di pietà. Ricordati, pietoso Gesù, che io sono la causa del tuo cammino: non mi perdere in quel giorno. Cercandomi ti sedesti stanco, mi hai redento patendo la Croce: non sia vano un tale patimento. Giusto giudice di retribuzione, concedi il dono del perdono prima del giorno della resa dei conti. Gemo come un condannato, per la colpa arrossisce il mio volto: perdona a chi ti supplica, o Dio. Tu che perdonasti Maria Maddalena e ascoltasti il buon ladrone, anche a me hai dato speranza. Le mie preghiere non sono degne, ma tu, infinitamente buono, concedi per grazia che io non bruci nel fuoco perenne. Assegnami un posto tra le pecore e separami dai capri, collocandomi alla tua destra. Condannati i maledetti e destinati alle fiamme voraci: chiamami tra i benedetti. Prego supplice e prostrato, il cuore spezzato come cenere: prenditi cura della mia fine. Giorno di lacrime, quel giorno, quando risorgerà dalla polvere per essere giudicato l’uomo colpevole: perdonagli dunque, o Dio. Pietoso Signore Gesù, dona loro l’eterno riposo. Amen.

Gli interventi, le autorità e i protagonisti della serata

L’evento ha visto la partecipazione attenta della cittadinanza e delle istituzioni locali:

  • l’invito all’ascolto formulato dal direttore artistico del festival, don Paolo Padrini, che ha raccomandato ai presenti la massima attenzione verso la partitura del maestro tortonese, sottolineandone la fulminea genesi compositiva;
  • la presenza tra il pubblico del sindaco di Tortona, Federico Chiodi, accanto a numerose personalità del territorio;
  • il ringraziamento speciale rivolto da don Padrini all’organista d’eccezione Giacomino Parodi per il prezioso contributo all’organo;
  • l’indiscutibile bellezza delle altre pagine ascoltate in Cattedrale, tra cui le composizioni firmate dallo stesso maestro catalano Valentino Miserachs Grau;
  • la prova impeccabile di Monsignor Miserachs Grau che, all’età di 83 anni, guida con straordinaria lucidità ed espressività partiture corali e polifoniche di rara complessità esecutiva.

La storia del Guillou Consort e i partner del festival

Il concerto si inserisce nel consolidato cammino del Perosi Festival e della formazione corale protagonista:

  • la nascita del Guillou Consort nel 2020 da un’idea di Daniele Tobbio, a lungo impresario di Jean Guillou, insigne organista, pianista, improvvisatore, compositore e poeta francese scomparso nel 2019;
  • i traguardi dell’ensemble, tra cui l’esecuzione della monumentale Messa Redemptionis di Perosi a Tortona e a Roma presso il Pantheon, le partecipazioni al Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone e le tournée d’oltralpe;
  • la sinergia istituzionale garantita dal protocollo d’intesa che riunisce Diocesi di Tortona, Comune di Tortona, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Pro Iulia Derthona e Opera Orionina;
  • il sostegno fondamentale assicurato dal contributo speciale di progetto proprio della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, insieme ai contributi della Fondazione CRT, della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e della Regione Piemonte.