Riceviamo e pubblichiamo la lunga e articolata lettera aperta di Pier Paolo Liuzzo, affezionato lettore, che interviene nel dibattito sulla sicurezza stradale e sullo sviluppo logistico di Tortona e Rivalta Scrivia. Partendo dal tema dei controlli alla viabilità, la riflessione si allarga al nodo cruciale del traffico pesante, alle condizioni delle infrastrutture locali e alle reali prospettive del Terzo Valico per il trasferimento delle merci dalla gomma al ferro. Un’analisi puntuale che si conclude con un appello diretto al sindaco Federico Chiodi e all’Amministrazionme Comune con la proposta di un tavolo di confronto operativo.
Di seguito il testo integrale della lettera:
Controlli, pattuglie e sicurezza: tutto giusto. Ma in una città che si proclama polo logistico strategico, forse sarebbe il caso di guardare anche ai mezzi pesanti, alle condizioni delle strade e a quella ferrovia che dovrebbe rappresentare il futuro del trasporto merci. Ho letto con interesse, nei tempi passati, che l’Amministrazione comunale di Tortona considera la sicurezza una delle proprie priorità. Ottima notizia. Davvero. La sicurezza stradale dovrebbe essere una priorità per qualsiasi amministratore pubblico, indipendentemente dal colore politico. Il problema, semmai, è capire che cosa si intenda concretamente per sicurezza stradale. Perché se l’idea è quella di moltiplicare i controlli, magari soprattutto nelle ore notturne, per verificare con l’etilometro se qualche automobilista abbia alzato troppo il gomito, siamo tutti d’accordo: chi guida in stato di ebbrezza rappresenta un pericolo e va fermato.
Ma la sicurezza stradale non può cominciare con un etilometro e finire con un verbale. Esiste anche un altro tipo di sicurezza. Quella che si costruisce programmando la viabilità, prevenendo i rischi, mantenendo le infrastrutture e, soprattutto, se possibile, cercando di evitare che una quantità sempre maggiore di mezzi pesanti debba necessariamente riversarsi sulle nostre strade.
Rivalta Scrivia: la logistica cresce, l’asfalto ringrazia. O forse no.
Chiunque percorra abitualmente il tratto stradale tra Rivalta Scrivia e l’ingresso autostradale di Tortona sa bene quanto sia significativa la presenza dei mezzi pesanti. Basta osservare il traffico e le condizioni di diversi tratti del manto stradale per porsi qualche domanda. Il transito continuo di veicoli industriali, per massa e caratteristiche, impone sollecitazioni importanti alle infrastrutture. Non significa che ogni buca sia colpa di un camion, ma sarebbe piuttosto fantasioso sostenere che l’intenso traffico pesante non debba essere considerato nella pianificazione e nella manutenzione delle strade. E poi ci sono gli ingombri, i rallentamenti, le interferenze con la circolazione ordinaria e le situazioni di rischio che una viabilità sovraccarica e molto precaria può favorire. Di incidenti che hanno coinvolto autocarri nel Tortonese le cronache hanno già parlato. Naturalmente, ogni episodio ha cause specifiche che devono essere accertate: sarebbe scorretto attribuirle tutte alla presenza dei camion. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il problema generale della convivenza tra traffico pesante e traffico locale. La sicurezza, a mio avviso, non consiste soltanto nel sanzionare chi sbaglia. Consiste anche nel creare le condizioni perché il rischio sia il più possibile ridotto.
Il Terzo Valico: abbiamo i binari. E allora perché continuamo a parlare di camion?
Da anni sentiamo parlare del Terzo Valico, della modernizzazione dei trasporti, dell’intermodalità, dello sviluppo sostenibile e del trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Parole bellissime. Di quelle che, pronunciate durante un convegno, fanno venire voglia di applaudire anche alle sedie. Il Terzo Valico, del quale opera completa non è stata inaugurata, ma è stato aperto solo un primo tratto di 8,5 chilometri il 12 gennaio 2024 fra Tortona e Novi Ligure, attraversa il nostro territorio, passa vicino a grandi insediamenti logistici e dovrebbe costituire un’opportunità straordinaria per rendere più efficiente il trasporto delle merci. Il punto, però, è sempre lo stesso: non basta avere una ferrovia nelle vicinanze dei magazzini per poter dire di aver realizzato una logistica moderna e sostenibile. Già nell’agosto del 2024 avevo sollevato pubblicamente il problema in una lettera pubblicata da OggiCronaca, dopo aver osservato dall’alto la disposizione dei nuovi insediamenti logistici rispetto al tracciato ferroviario. Nel frattempo, sono stati realizzati e potenziati raccordi ferroviari a servizio dello scalo e dell’Interporto di Rivalta Scrivia. È un dato positivo che sarebbe ingiusto ignorare. Ma è proprio questo che rende ancora più interessante una domanda: quanta parte delle merci movimentate nel comprensorio logistico tortonese viaggia e soprattutto viaggerà effettivamente su ferro quando la tratta competa del Terzo Valico sarà inaugurata (si parla del 2028) e quanta continua e continuerà a viaggiare su gomma? E i nuovi insediamenti logistici sono progettati per sfruttare concretamente l’intermodalità, oppure il collegamento ferroviario rimane, per alcuni di essi, una bella prospettiva da illustrare nei comunicati stampa? Perché il progresso non si misura solo in chilometri di binari inaugurati o in metri quadrati di capannoni costruiti ogni anno. Si misura anche e soprattutto nei risultati. E sarebbe interessante conoscere quanti camion potrebbero essere sottratti quotidianamente alla viabilità locale mediante un maggiore utilizzo del trasporto ferroviario e quanti, secondo le previsioni lo saranno quando tutto il tratto del Terzo Valico sarà inaugurato, visto che questa ferrovia dovrebbe essere nata soprattutto per il trasporto delle merci o così ci è stato sempre detto.
Caro Sindaco, Salvini è del suo stesso partito. Perché non approfittarne?
A questo punto vorrei rivolgermi direttamente al Sindaco di Tortona, Federico Chiodi. Caro Sindaco, Lei appartiene alla Lega, lo stesso partito del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Una circostanza politica che, almeno sulla carta, potrebbe rappresentare un’interessante opportunità per promuovere un confronto concreto su un’infrastruttura di rilevanza nazionale che attraversa proprio il nostro territorio. Naturalmente sappiamo che un Comune non può decidere autonomamente di costruire raccordi ferroviari o modificare una rete di competenza nazionale ed infatti nessuno pretende miracoli, ma un’amministrazione comunale formata della stessa coalizione che governa il Paese, vista anche la centralità che Tortona occupa nel settore logistico potrebbe farsi promotrice di iniziative, coinvolgere gli enti competenti, chiedere dati, rappresentare le esigenze del proprio territorio e sollecitare soluzioni al problema di quello che io ritengo un eccessivo traffico sulle strade della nostra zona.
Una proposta concreta: meno convegni, più confronto con chi la logistica l’ha vissuta
Vorrei quindi avanzare pubblicamente una proposta al Comune. È disponibile a organizzare un incontro pubblico, aperto ai cittadini, agli operatori logistici, ai rappresentanti dell’autotrasporto, ai tecnici ferroviari e a chi ha maturato un’esperienza professionale concreta nel settore? Un confronto serio, con dati verificabili, nel quale affrontare alcune domande semplici:
- Quali sono i flussi attuali di mezzi pesanti sulle principali arterie tra Rivalta Scrivia e Tortona?
- Quali interventi sono previsti per ridurre i rischi e migliorare le condizioni della viabilità?
- Quanta parte del traffico merci utilizza oggi la ferrovia e quali margini esistono per aumentarne la quota?
- Esistono delle previsioni in merito all’apertura totale del Terzo Valico relativi alla quantità di camion che non transiteranno più sulle nostre strade?
- I nuovi insediamenti logistici possono essere serviti più efficacemente dal sistema ferroviario già esistente?
- Quali iniziative intende promuovere l’Amministrazione comunale presso Regione, RFI e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti?
Non sto proponendo l’ennesima passerella istituzionale con fotografie, strette di mano e dichiarazioni di intenti destinate a invecchiare prima ancora dei comunicati stampa sto proponendo un confronto con persone che conoscano il trasporto delle merci anche dal punto di vista operativo, sempre che esistano dati al riguardo.
La vera sicurezza si fa prima dell’incidente, non soltanto dopo
Vorrei concludere con una considerazione. Nessuno mette in discussione l’utilità dei controlli stradali né il lavoro delle Forze dell’Ordine, che meritano rispetto e riconoscenza, ma sarebbe auspicabile che la sicurezza stradale diventasse anche una questione di progettazione del territorio, di scelte infrastrutturali e di politica dei trasporti. Non possiamo continuare a celebrare lo sviluppo logistico misurandolo soltanto in nuovi capannoni, senza pretendere un’analoga attenzione all’impatto che quello sviluppo produce sulla viabilità e sulla qualità della vita delle persone. Non possiamo parlare continuamente di sostenibilità senza domandarci se stiamo davvero facendo tutto il possibile per trasferire una parte maggiore delle merci dalla strada alla ferrovia che dovrebbe ridurre non solo il rischio degli incidenti ma anche l’inquinamento atmosferico, migliorando la sicurezza e la salute di tutti i cittadini. Perché, alla fine, i controlli servono a individuare chi guida in modo pericoloso. Una buona politica dei trasporti dovrebbe servire anche a rendere meno pericolose le strade sulle quali tutti siamo costretti a viaggiare. E questa, forse, sarebbe davvero una bella notizia.
Pier Paolo Liuzzo Cittadino tortonese





