Un tempestivo intervento degli agenti della Squadra Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Casale Monferrato ha permesso di sventare un ingente furto di rame in atto all’interno dell’ex stabilimento industriale Cerutti. Nel pomeriggio del 26 ottobre, grazie alla segnalazione di un attento cittadino che ha notato movimenti sospetti nel complesso produttivo dismesso, i poliziotti sono piombati sul posto cogliendo sul fatto quattro persone intente a sradicare i fili elettrici e a preparare il materiale per la fuga. L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza di tutti i responsabili, la totale restituzione dei 33 chilogrammi di metallo già asportati e la successiva applicazione delle misure cautelari disposte dall’Autorità Giudiziaria.

Il blitz nell’ex stabilimento e la scoperta della banda

L’azione della Polizia di Stato è scattata immediatamente dopo la telefonata al numero di emergenza, consentendo alla pattuglia di raggiungere l’area dell’ex fabbrica prima che il materiale potesse essere portato via. All’interno del fabbricato gli agenti hanno bloccato i componenti del gruppo colti in piena attività:

  • due uomini sono stati sorpresi mentre utilizzavano robuste tenaglie in ferro per recidere i conduttori di rame alloggiati nelle canaline e nei quadri di distribuzione elettrica, questi ultimi forzati e danneggiati per agevolare l’estrazione;
  • a terra, accanto ai due soggetti, sono stati trovati diversi rotoli di cavi già tranciati e due valigie pronte per essere riempite con il metallo asportato;
  • a poca distanza è stata fermata una donna intenta a strappare con la forza i filamenti direttamente dalle pareti dell’immobile;
  • una seconda donna è sopraggiunta pochi istanti dopo, stringendo tra le mani altre matasse di cavi appena recuperate all’interno dei reparti;
  • all’esterno dell’ex complesso industriale era parcheggiata una vettura, individuata quale mezzo destinato al caricamento e al trasporto dell’intera refurtiva, quantificata in circa 33 chilogrammi di rame.

Gli arresti, le accuse e i provvedimenti cautelari

Tutti e quattro i soggetti fermati, già gravati da precedenti di polizia, sono stati condotti negli uffici del Commissariato e dichiarati in arresto per il reato di furto aggravato in concorso, con le contestazioni specifiche:

  • della commissione del reato da parte di più persone riunite;
  • della violenza esercitata sulle cose per danneggiare gli impianti e strappare i cavi;
  • dell’aver commesso il fatto su beni già sottoposti a vincolo di sequestro.

L’Autorità Giudiziaria ha successivamente convalidato gli arresti operati dalla Polizia di Stato, disponendo le relative misure restrittive: l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria nei confronti di tre degli indagati e gli arresti domiciliari per il quarto componente della banda, ferma restando la presunzione di innocenza fino all’emissione di una sentenza definitiva di condanna.