A quasi metà del mandato amministrativo iniziato con le elezioni del 2024, il vicesindaco di Tortona Daniele Calore traccia un bilancio dell’attività svolta dall’esecutivo guidato dal sindaco Federico Chiodi. Con deleghe strategiche che spaziano da Bilancio e tributi a Forniture ed economato, Enti partecipati, Avvocatura, Servizi demografici e Servizi informatici, il quadro economico e la gestione della città rimangono al centro dell’agenda politica locale, con lo sguardo già rivolto alle sfide del bilancio di previsione che, come di consueto, approderà al vaglio del Consiglio comunale nei prossimi mesi.

L’impegno per la città e la tenuta dei conti pubblici

Vicesindaco Calore, guardando al percorso compiuto dall’insediamento del 2024 fino a oggi, qual è stato lo spirito con cui la giunta ha affrontato il lavoro amministrativo e la complessa gestione finanziaria dell’ente?

«Siamo stati eletti per cercare di rendere meglio Tortona di come l’abbiamo trovata. Appena insediato mi sono trovato con un bilancio con meno oneri di urbanizzazione, e abbiamo fatto di tutto per non aumentare le tasse recuperando dove possibile e tagliando le spese».

La coesione dell’amministrazione Chiodi

Sul fronte politico e operativo, quale clima si respira all’interno della squadra di governo cittadino in vista dei prossimi appuntamenti istituzionali?

«Siamo una giunta unita, il sindaco Federico Chiodi è una persona pacata ed equilibrata».

Il nodo della sicurezza: statistiche ufficiali e percezione reale

Il tema della sicurezza urbana anima costantemente il dibattito cittadino. Qual è la situazione reale secondo i riscontri istituzionali e come intende muoversi l’amministrazione?

«Tortona secondo i dati della Prefettura è una città sicura perché si calcolano i reati in base alla popolazione, ma la percezione delle persone è diversa. È vero, la città in questi ultimi anni è cambiata ed è necessario intervenire: io credo sia necessario potenziare le forze di polizia per intensificare i controlli e garantire sempre maggiore sicurezza».

Rispetto delle regole e convivenza civile

Per quanto riguarda le politiche di integrazione, il rispetto delle normative e la gestione dei flussi sul territorio comunale, quale indirizzo intende ribadire?

«Vivere nel nostro Paese singnifica avere dei diritti ma anche essere soggetti a determinati doveri. Questo principio vale per gli italiani tanto quanto per gli stranieri. Non si tratta quindi di discriminare coloro che arrivano da altri Paesi ma ribadire che le regole devono valere per tutti. Il Comune può fare molto poco se non vigilare che per quanto di competenza, queste regole vengano rispettate».

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