Sfruttamento della manodopera agricola e condizioni di vita inaccettabili. È quanto hanno portato alla luce a Casale Monferrato gli agenti della Polizia di Stato, insieme ai Carabinieri e alla Polizia Locale, durante una vasta operazione di controllo scattata la scorsa settimana. Il blitz all’interno di un ex esercizio commerciale ha permesso di scoprire circa quarantacinque cittadini stranieri, impiegati nella vendemmia, costretti a vivere nel degrado. Due persone di origine romena sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria con la grave accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
L’intervento nato dalle segnalazioni dei cittadini
L’operazione interforze, coordinata dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza locale, ha preso il via in seguito a un esposto presentato da alcuni residenti, allarmati dai movimenti e dalle condizioni apparenti in cui versava l’immobile dismesso. Una volta all’interno, le forze dell’ordine si sono trovate di fronte a un gran numero di lavoratori stagionali legati al settore della viticoltura, accampati in spazi del tutto inidonei.
Tra rifiuti e fili scoperti: scatta lo sgombero
L’ispezione ha fatto emergere fin da subito uno scenario abitativo caratterizzato da gravissime carenze igienico-sanitarie e di sicurezza. Tra le principali criticità rilevate dagli operatori figurano:
- Presenza diffusa di sporcizia e rifiuti nei locali interni.
- Cavi elettrici pericolosamente a vista.
- Ingenti accumuli di immondizia nell’area esterna dello stabile.
- Una situazione di grave emergenza relativa agli scarichi fognari nel giardino.
- Una scorretta e pericolosa conservazione di bombole del gas (sanzionata con specifiche contravvenzioni in seguito all’intervento dei Vigili del Fuoco).
A fronte di condizioni totalmente incompatibili con l’uso abitativo, gli enti preposti hanno effettuato i sopralluoghi necessari per la verifica dell’abitabilità, permettendo così al Sindaco di emettere un’immediata ordinanza di sgombero per inagibilità dell’edificio. Sono stati inoltre avviati accertamenti sulla sosta di numerosi veicoli nelle pertinenze della struttura.
Le indagini sul “caporalato”
Oltre a ripristinare la legalità sotto il profilo abitativo, gli approfondimenti investigativi condotti dalla Polizia Giudiziaria si sono concentrati sulle modalità di impiego dei braccianti. Gli uomini del Commissariato hanno raccolto elementi sufficienti per deferire due cittadini romeni, ritenuti i presunti responsabili della rete di reclutamento e del lavoro nero. Le indagini proseguono per fare piena luce sull’intera vicenda e individuare eventuali ulteriori responsabilità.
Nel rispetto delle normative vigenti, si rammenta la presunzione di innocenza per le persone coinvolte: l’effettiva responsabilità penale potrà essere riconosciuta esclusivamente con una sentenza passata in giudicato.
Vuoi ricevere la app gratuita di Oggi Cronaca direttamente sul tuo smartphone? Ti basta rispondere “Sì” alla richiesta di attivazione delle notifiche per avere Oggi Cronaca sempre con te. Poi basterà cliccarci sopra per essere indirizzato direttamente alla Home del giornale. Se ce l’hai già, grazie per essere dei nostri!






