La Polizia di Stato di Alessandria ha eseguito nei giorni scorsi tre misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti cittadini di nazionalità albanese, attivi nel settore dell’edilizia. Le accuse, formulate a seguito di un’indagine condotta dalla Squadra Mobile, sono di estorsione aggravata e lesioni personali aggravate in concorso. Le vittime sono due connazionali, anch’essi titolari di una società operante nel medesimo comparto lavorativo.
Il movente: la rinuncia ai lavori e la richiesta di denaro
Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Alessandria, i tre indagati – che figurano a vario titolo come titolari o dipendenti di un’impresa edile – avrebbero messo in atto ripetute condotte violente e minatorie.
Tali comportamenti sarebbero maturati nel contesto di rapporti commerciali legati all’esecuzione di lavori edili. Il fine degli aggressori era costringere i due malcapitati, in un primo momento, a rinunciare a un subappalto e, in una fase successiva, a versare una cospicua somma di denaro.
Le due aggressioni di aprile
L’attività investigativa della Questura ha fatto piena luce su due gravi e distinti episodi verificatisi nella primavera di quest’anno:
- 1° aprile 2026: presso la sede dell’impresa di una delle persone offese, si è consumata una violenta aggressione che ha causato lesioni personali alla vittima.
- 6 aprile 2026 (sera): all’interno di un esercizio pubblico nel centro cittadino, l’altro titolare dell’impresa è rimasto coinvolto in una pesante colluttazione. Durante la rissa è stato addirittura esploso un colpo d’arma da fuoco, che fortunatamente non ha provocato ferite ai presenti. In quell’occasione, il possessore della pistola era stato immediatamente arrestato in flagranza di reato grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
Le indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria, hanno quindi portato all’emissione della misura della custodia in carcere per i tre soggetti coinvolti. Come di consueto in questa fase preliminare del procedimento, per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva passata in giudicato.
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