Una coppia di cittadini kosovari, residente nella provincia di Alessandria, si trova al centro di una vasta operazione internazionale di contrasto al narcotraffico e al riciclaggio condotta dalla Guardia di Finanza. Nei giorni scorsi, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione in territorio kosovaro a un maxi sequestro di beni a carico dei due indagati. Il provvedimento rappresenta un nuovo capitolo di un’indagine che aveva già portato all’arresto della coppia in Francia nel settembre del 2025, sorpresa in quell’occasione con oltre 50 kg di lingotti d’oro di pregevole qualità nascosti in un doppio fondo della loro autovettura.

La base operativa nell’Alessandrino e la conversione in oro

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’abitazione della coppia in provincia di Alessandria fungeva da vero e proprio snodo per il riciclaggio dei proventi illeciti. Le indagini hanno permesso di appurare come il denaro contante, frutto del traffico di droga e raccolto in territorio francese durante i mesi di indagine, venisse fatto confluire proprio nella residenza alessandrina.

Una volta concentrati nell’abitazione, gli ingenti capitali venivano convertiti in lingotti e lamine d’oro. Questa delicata operazione di “ripulitura” avveniva con la complicità di soggetti operanti nel settore della fusione e trasformazione di metalli preziosi, situati tra il Piemonte e la Lombardia.

Il sequestro in Kosovo e la rete internazionale

Il recente provvedimento eseguito in Kosovo trae origine dai minuziosi accertamenti patrimoniali condotti dai Finanzieri. Esaminando la documentazione sequestrata e grazie alle informazioni acquisite tramite la cooperazione con le autorità kosovare, gli investigatori hanno individuato e cautelato un importante tesoro all’estero, composto da:

  • Conti correnti.
  • Attività commerciali.
  • Beni immobili.
  • Autovetture di lusso.

L’intera complessa attività investigativa, supportata dai progetti europei HAPE e Rete @ON, ha visto il coinvolgimento del Comando Provinciale di Milano, dello S.C.I.C.O. di Roma, della Gendarmeria Nazionale francese (Sezione di Analisi e Ricerca di Marsiglia) e il prezioso coordinamento di Eurojust ed Europol. Una sinergia che aveva già colpito lo stesso sodalizio criminale transnazionale con un precedente intervento repressivo, finalizzato a bloccare il riciclaggio dei proventi del narcotraffico.