Due le novità di quest’anno nella celebrazione di San Biagio, medico e vescovo armeno, patrono di Pontecurone da tempo immemorabile. Infatti nel tardo pomeriggio di martedì 3 febbraio la messa solenne si è tenuta per la prima volta nella chiesa di S. Giovanni Battista, essendo chiusa da qualche mese la collegiata di S. Maria Assunta per motivi si sicurezza.

Seconda novità il triduo in preparazione alla solenne festività voluto dal parroco don Luca Ingrascì, che ha visto la presenza ad officiare le funzioni nei tre giorni, precedenti alla festività, dei sacerdoti orionini don Luigi Brolese (rettore del Santuario di Tortona), don Valeriano Giacomelli (consigliere provinciale della Provincia religiosa Madre della Divina Provvidenza), don Carlo Marin (Consigliere provinciale della Provincia religiosa Madre della Divina Provvidenza), don Pietro Bezzi e don Agostino Gennari (della Comunità orionina del paese), e don Ugo Dei Cas FDP (già parroco a Pontecurone), che ha celebrato la messa solenne, ha impartito ai numerosi fedeli la benedizione di san Biagio ed ha benedetto a ciascuno la gola.

Il rito della tradizionale benedizione della gola è significativo: tenendo due candele accese incrociate vicino alla gola di ogni fedele, il sacerdote prega che Dio, per intercessione di san Biagio, preservi la persona da tutto ciò che può minacciare la gola. In effetti la gola è la parte del corpo umano più bisognosa di attenzione. Proprio lì abbiamo bisogno del tepore della candela e della dedizione amorevole di Dio.

Presenti alla cerimonia, oltre ai membri della Confraternita di S. Biagio, contraddistinti  dalla loro cappa rossa, il Sindaco Valentino D’Amico, la vice sindaca e gli assessori. Il coro San Luigi Orione  ha allietato la celebrazione. Nel rispetto della tradizione, alla fine della messa, sono state offerte ai presenti le fette di panettone benedetto, igienicamente confezionate dalle volontarie della parrocchia, da utilizzare in famiglia come “magico antidoto” a qualche occasionale malanno.