Si chiamava Kamal MD Hossain, aveva 43 anni (e non 29 come diffuso all’inizio dalle fonti ufficiali) era sposato con due figli che però non sono in Italia. Era arrivato nel nostro Paese dopo un lungo viaggio dal Bangladesh dopo aver attraversato il deserto e in un un quaderno aveva scritto la sua storia. E’ morto l’altro giorno in sella alla propria bicicletta a Tortona mentre andava a lavorare. Aveva da poco ricevuto la notizia del rinnovo del contratto di lavoro in una azienda di logistica che per lui significava poter continuare a mandare praticamente tutto il suo stipendio alla moglie, la seconda, dopo che la prima era mancata, e ai due figli, una di 14 anni e l’altro di due anni.
La tragedia ha scosso tante persone e di seguito due testimonianze: di Silio Simeone, tortonese, ex dirigente della Cisl e della Cgil di Tortona.
CI VOLEVA IL MORTO
E’ triste doverlo constatare ma , Sì, ci voleva il morto per riaccendere i fari sul problema della sicurezza e della viabilità sulla strada che da Tortona porta in Alessandria; quel tratto di strada non è sicuro per chi viaggia in bicicletta o in monopattino, come avviene tutt’ora e, a qualsiasi ora del giorno, da quando quella zona è diventata area diffusa di imprese della logistica.
Se i lavoratori coinvolti nelle attività lì allocate non usano le navette, qualche ragione ci sarà, forse bisogna chiederlo a loro: i costi delle navette sono troppo elevati , non sempre gli orari di entrata ed uscita dai capannoni coincidono con il passaggio delle stesse?
In ogni caso vanno coinvolti e resi consapevoli dell’opportunità dell’utilizzo del mezzo collettivo.
Così come non possono essere esentate le aziende dal farsi carico di una soluzione finalizzata a non utilizzare più biciclette o monopattini, incentivando e favorendo l’utilizzo delle navette
E’ chiaro che se così è spetta alle Parti Sociali, che rappresentano i lavoratori e le imprese, incontrarsi e affrontare la questione…Aggiungo, senza voler anticipare nulla , ma è assurdo pensare che i costi siano a carico delle imprese ?
L’Amministrazione Comunale può fare la propia parte sollecitando e favorendo un momento immediato di confronto fra le Parti finalizzato alla soluzione del problema.
La speranza è che, la morte di Hossain Md Kamal, non sia una morte invana!
Silio Simeone
SIAMO SGOMENTI
L’ennesimo lavoratore morto su quel tragitto letale che congiunge l’interporto con la città di TORTONA. Ieri un lavoratore del Bangladesh di 43 anni – si chiamava HOSSAIN MD KAMAL e citiamo il nome, perché non rimanga solo uno straniero e di conseguenza invisibile – è stato investito da un camion mentre percorreva il cavalcavia all’altezza della rotonda della Liebig. Lavorava nel magazzino PET con un contratto di 6 mesi e ha lasciato al suo paese moglie e due figli piccoli, a cui mensilmente inviava il denaro per sostenere la famiglia, che ora hanno perso tutto: il padre, il marito e l’unica loro protezione.
Siamo sgomenti, ancor di più noi della CGIL che per primi abbiamo sollevato Il problema della sicurezza su quella strada, all’Amministrazione Comunale. Abbiamo chiesto un servizio di navette per il trasporto pubblico verso il sito dell’interporto, proprio per scongiurare i tanti episodi ed incidenti verificatisi nel tragitto Tortona – Rivalta S. In effetti il servizio è partito a novembre 2024, con navette ed orari coincidenti con i turni di lavoro, dapprima a rilento, ma ora gli utenti sono aumentati, pur rimando di difficile fruizione per i lavoratori, a causa delle tariffe troppo elevate. Occorre intervenire con dei contributi pubblici per abbassare il costo del biglietto ed incentivare l’uso dei mezzi, tenendo conto che si tratta dei cosiddetti “lavoratori poveri“ con stipendi al di sotto del salario minimo. La viabilità pericolosa e sprovvista di piste ciclabili, rimane comunque un rischio gravissimo per l’incolumità di questi lavoratori, ma esiste anche un aspetto che riguarda tutti i cittadini, ossia l’intenso traffico pesante sempre in aumento per la continua espansione dei magazzini che provoca un inquinamento da smog insopportabile.
Riteniamo che Tortona da cittadina vivibile negli anni ‘80, a seguito dei continui insediamenti produttivi e della localizzazione dell’interporto a Rivalta S. si sia trasformata in un crocevia industriale TO-GE-MI, al quale le Amministrazioni pubbliche non hanno saputo far fronte con uno sviluppo sostenibile. Certo, i fenomeni di innovazione e produttivi si sono velocizzati, tuttavia, le Amministrazioni hanno realizzato dei piani regolatori e progettato una viabilità che non tiene conto dell’armonizzazione tra la vita dei cittadini e il territorio circostante.
Facciamo appello a tutti i soggetti coinvolti, che hanno a cuore la vita e il futuro dei cittadini tortonesi e stranieri, perché la trasformazione di Tortona mantenga, come in passato le caratteristiche di una città accogliente e sicura per tutti.
CGIL TORTONA




