Domenica 1 febbraio alle ore 1700 nella cattedrale di Tortona S.E. Mons Guido Marini presiederà la messa per la 48a Giornata per la vita. IL messaggio della CEI per la 48ª Giornata Nazionale per la Vita 2026, che si terrà il 1° febbraio, è “Prima i bambini!”, un appello a mettere al centro i più piccoli e a difendere la loro vita dal concepimento alla morte naturale, denunciando come le loro vite siano spesso asservite agli interessi degli adulti e a una cultura individualista che ostacola la generatività e la cura. I vescovi invitano a una “conversione” per riscoprire il valore della vita, proteggere i bambini da abusi e sfruttamento, e costruire una società che li accolga e ami veramente.
Richiamare l’attenzione sulla centralità e inviolabilità della vita umana, specialmente dei più fragili.
La cultura attuale sacrifica i bambini agli interessi degli adulti, ignorando i loro bisogni fondamentali.
Riscoprire il senso della generatività, combattere la solitudine e l’indifferenza, e prendersi cura del futuro dei più piccoli.
Le comunità cristiane devono diventare luoghi dove i bambini si sentano visti, ascoltati e amati, contrastando ogni forma di abuso e indifferenza.

Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale o alle cui madri non vengono proposte le cure prenatali.
Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge.
Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro.
Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico.
Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica.
Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente.
Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli.
Pensiamo ai bambini costretti – non di rado da soli – a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti. Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere.
Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene. In questi e altri casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto, cioè del più forte, del più ricco, del più istruito, che può decidere anche della vita altrui e che è anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole “politicamente corrette” e falsamente altruiste. A ben vedere, la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi.

Movimento per la vita – Tortona