40. Volete sapere se un uomo è giovane oppure vecchio? Fategli prendere un treno. Vedrete allora il “giovane” pettinarsi con cura ancora dieci minuti prima della partenza del treno e, dopo aver accesa una sigaretta avviarsi tranquillo alla stazione giusto in tempo per salire sulla vettura pochi istanti prima della partenza del treno. Al contrario “il vecchio” mezz’ora prima della partenza è già agitato e tradisce l’affanno interiore con una continua mobilità. Quando mancano venti minuti alla partenza egli incomincia a diventare pessimista e man mano che il tempo passa egli lancerà per la casa urla selvagge, urla così umane e disperate come solo sa fare un naufrago in mare quando vede una barca passargli vicino ed allontanarsi senza averlo scorto. Se per qualsiasi ragione non può ancora avviarsi alla stazione quando mancheranno solo più dieci minuti alla partenza, dirà che tutto è inutile, che non vi è più nulla da sperare che sembra impossibile, per il che chi lo stesse a sentire ignorando le cause di una siffatta disperazione, sarebbe indotto a credere che qualche disgrazia irreparabile abbia colpito l’onesto signore. Il quale, partito di casa come un pazzo alla volta della stazione, arriverà giusto in tempo per sentirsi dire che il treno ha mezz’ora di ritardo e per constatare che nella fretta ha dimenticato a casa il fazzoletto e, cosa spiacente, non si è messo le giarrettiere.
41. Una norma di vita, tanto più è semplice e lineare, tanto meno nella pratica va interpretata in senso letterale.
42. L'”attenzione” apparentemente è il contrario della “distrazione”. Eppure, quasi sempre, l'”attenzione” non è che una distrazione da ogni altro problema per fissare la mente ad uno solo, e la “distrazione” non è che l’attenzione a molti problemi, distraendo la mente da uno solo. Cioè l'”attenzione” è la più grande delle distrazioni e la “distrazione” è la più grande delle attenzioni.




