È possibile migliorare la vita dei pazienti colpiti da Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) e dei loro caregiver nei sei mesi dopo la dimissione ospedaliera? Per dare risposta a questa domanda è stato avviato uno studio prospettico osservazionale qualitativo nella struttura di Malattie dell’apparato respiratorio – Pneumologia, diretta da Mario Salio, dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

La BPCO è una malattia polmonare progressiva che è caratterizzata da una persistente ostruzione delle vie aeree, che rende difficoltosa la respirazione. Negli ultimi due decenni l’assistenza da parte dei familiari (assistenza informale) è diventata sempre più diffusa nei paesi occidentali, poiché le persone vivono più a lungo con malattie croniche e la popolazione invecchia.


Lo sviluppo di un’organizzazione che comprende sistemi di assistenza lontano dall’ospedale e nella comunità, ha dimostrato notevoli benefici che hanno inciso su una significativa tendenza destinata a continuare. Tuttavia, ciò significa che sempre più parenti e familiari diventeranno assistenti informali, il che avrà un impatto sostanziale sulle loro vite.

La BPCO è un processo patologico che vede le condizioni dei pazienti fluttuare da periodi di aggravamento – che richiedono un ricovero ospedaliero – a periodi di recupero e sintomi meno acuti, che vedono il ritorno nelle abitazioni.

Pertanto, comprendere l’impatto della malattia sia sul paziente sia sul suo caregiver è importante per consentire agli operatori sanitari di supportare quest’ultimi e garantire che la casa sia un luogo terapeutico utile e che le loro preoccupazioni siano riconosciute e soddisfatte.

VICA-BPCO è il nome dello studio attivato in Pneumologia che vede come Principal Investigator Tatiana Bolgeo, Direttore Centro Studi di Ricerca delle Professioni Sanitarie del DAIRI, diretto da Antonio Maconi, in collaborazione con Elisa Ferraro, coordinatore infermieristico della Pneumologia.

Lo studio, quindi, consiste in un’indagine qualitativa tramite interviste semi-strutturate ai caregiver per documentare il loro vissuto e fornire possibili spunti di miglioramento del percorso post dimissione.

Questo è particolarmente importante in quanto la gestione del periodo post dimissione può comprendere la presa in carico di ulteriori esigenze fisiche ed emotive dei pazienti che sono significativamente cambiate. È quindi importante che i professionisti sanitari inseriscano questo percorso nella pianificazione delle modalità di dimissione e dell’assistenza domiciliare. Prendersi cura di una persona che vive con una condizione cronica ha un impatto molto forte sulla vita dei caregiver informali e può essere dannosa per la loro salute fisica, sociale ed emotiva: pertanto soddisfare i loro bisogni diventa fondamentale.